Villa Fiorita: spunta un buco da 8 milioni
Conti in rosso dal 2007 per la società in cui l’Ausl inietta soldi pubblici da dieci anni. La ricostruzione da documenti riservati
La Regione l’aveva battezzata come «operazione risparmio», ma dentro il buco di Villa Fiorita l’Ausl ci ha già perso oltre 8 milioni di euro. E il buco sembra piuttosto profondo perché l’Immobiliare Villa Fiorita Srl, ha i conti in rosso almeno dal 2007. Una società bollita, in cui però l’Ausl ha iniettato e continua a iniettare milioni di euro di soldi pubblici da 10 anni, senza che se ne conosca veramente il motivo.
Una storia controversa quella di Villa Fiorita a Sassuolo, la struttura dell’Ausl, sede del distretto sanitario, finita sotto osservazione per un appalto assegnato con il massimo ribasso e per lavoratori esposti, a loro insaputa dal 2013, alla formaldeide, sostanza chimica inquinante, già definita cancerogena da accreditati studi.
Un massimo ribasso reso possibile perché “Immobiliare Villa Fiorita Srl” continua ad essere nei fatti una società privata pur essendo al 100% dell’Ausl, e per i lavori «svolti dal privato vengono meno alcune regole previste invece dalla normativa per appalti pubblici», spiega un tecnico.
La storia parallela
Quella che emerge dalle carte è una storia parallela, che la Gazzetta di Modena ha potuto ricostruire in esclusiva con documenti riservati.
Per capire la vicenda, bisogna portare le lancette al 2002. L’operazione nasce sotto la stella del “risparmio”, con un progetto di sperimentazione gestionale pubblico/privato approvato dalla Regione.
Secondo l’Ausl era inutile «avere due ospedali in concorrenza a Sassuolo», e così propone alla società privata “Hippocrates Srl” di cedere la struttura sanitaria di Villa Fiorita all’Ausl, per entrare come socio di minoranza nella società mista pubblico/privato del Nuovo Ospedale di Sassuolo.
Secondo i piani di Ausl e Regione, Villa Fiorita avrebbe così dovuto riunire gli uffici Ausl sparsi in affitto per Sassuolo presso immobili privati, ed avere un solo ospedale a Sassuolo per «evitarne il sottoutilizzo». Ai piani alti dell’Ausl, decidono di dare inizio alle danze, e comprano l’immobile di Villa Fiorita rilevando la società “Immobiliare Villa Fiorita Srl” dalla “Hippocrates Srl”, società ceduta dalla “To Life”: un affare complessivo da 3,2 milioni di euro.
Uno strano appalto
Nel 2010 arrivano altri soldi: l’Ausl garantisce alla banche la ristrutturazione di Villa Fiorita per 3,3 milioni di euro. Ristrutturazione che, seppur fatta con soldi pubblici, viene però gestita in modo privato da “Immobiliare Villa Fiorita Srl”: l’appalto al massimo ribasso viene vinto dal Consorzio Stabile RFM Scrl di Firenze con uno sconto del 49,086%.
Lavori che avrebbero dovuto consentire di rimettere a nuovo la struttura, e di farla diventare finalmente sede degli uffici amministrativi dell’Ausl a Sassuolo. Ma nel 2015 arriva l’inghippo, e salta fuori la presenza di formaldeide nei materiali utilizzati per la ristrutturazione. La storia per Villa Fiorita si complica ancora.
Fiume di soldi
Nel 2013, l’Ausl inserisce a bilancio l’affitto di 363mila euro ogni anno per Villa Fiorita. Un vero paradosso perché proprietario e affittuario sono sempre gli stessi: l’Ausl. Altri soldi arrivano nel 2014, con una fideiussione da 400mila euro garantita sempre dall’Ausl per la voce generica «riavvio delle attività aziendali».
Nel buco Villa Fiorita continuano a finire migliaia di euro, senza contare le nuove spese che l’azienda sanitaria dovrà sostenere per la bonifica da formaldeide, oltre ai danni alla salute per i lavoratori, i cui rappresentanti hanno richiesto all’Ausl una nuova serie di campionamenti (per individuare la presenza e il livello della sostanza inquinante) da parte di un ente terzo che non sia quello individuato dall’azienda.
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