Gazzetta di Modena

Modena

«Volevamo liberarla, siamo tutti sconvolti»

La testimonianza dei vicini di casa, che hanno tentato i primi soccorsi. «C’era tanto fumo nero»

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CASTELFRANCO. «Siamo tutti sconvolti». Le parole, inevitabili, dei vicini di casa sono queste dopo il tragico decesso di Simona Boni, morta per il fumo provocato dall’incendio che si è diramato nella notte nel bagno del piano mansardato del suo appartamento, in un palazzo di due piani dove vivono otto famiglie. Erano tutti lì, lunedì notte, per cercare di aiutare la donna e suo figlio. Nicolò è stato salvato, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.

Parole di sconforto da parte dei vicini di casa, che hanno tentato i soccorsi per evitare il peggio e che per primi hanno allertato i vigili del fuoco, a cui si sono affiancati i carabinieri di Modena per i primi soccorsi.

«Alle 3 - spiega la vicina Melina Marone - mi sono svegliata perché mio figlio doveva andare in bagno. Abbiamo sentito dei rumori, sembrano dei piatti che si rompevano. Non riuscivamo a capire, perché Simona e suo figlio erano sempre stati tranquilli. Siamo usciti tutti fuori e abbiamo visto un gran fumo. Abbiamo bussato insistentemente alla porta, ma il bimbo non apriva, forse frastornato da quanto stava accadendo. E quando ha aperto l’abbiamo portato fuori, al sicuro. In tre abbiamo tentato di entrare per salvare Simona, ma il fumo era troppo denso, non si riusciva ad entrare. Siamo sconvolti».

Il bagno di Vincenzo Esposito, il dirimpettaio di pianerottolo della Boni, è adiacente a quello di Simona.

Anche il suo bagno era piano di fumo, tanto da aver pensato inizialmente che l’incendio si fosse sviluppato nel suo appartamento. Ha così messo in salvo i suoi bimbi, poi ha capito che il “problema” era altrove, nell’appartamento di fronte.

«Nicolò non apriva - racconta il signor Esposito - solo dopo dieci minuti ci ha aperto. Fortunatamente, forse anche a lui sarebbe toccato la stessa sorte della madre se non ci avesse aperto. Volevamo aiutare anche Simone, ma non ci riuscivamo, il fumo era troppo, non si respirava, gli occhi bruciavano. Non sapevamo cosa fare. Ci abbiamo provato tutti. Ma nulla. Simona era una ragazza tranquilla, sempre gentile e anche una sportiva, andava in piscina e faceva anche la sub».

La ricorda così anche Luigia Misotti, l’altra vicina di pianerottolo. «Era tanto simpatica - dice - non mancava mai di mostrare la sua gentilezza. Eravamo tutto sconvolti. Sono rimasta qui sperando che non capitasse il peggio, che purtroppo è accaduto». (f.b.)

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