Gazzetta di Modena

Modena

Ant, come un ospedale a domicilio

Ant, come un ospedale a domicilio

Presentato il bilancio dell’associazione: un centinaio di pazienti e prevenzione

2 MINUTI DI LETTURA





Più di 200 volontari al lavoro dopo 18 anni di vita e più di 350mila euro raccolti sono un bel risultato per ogni associazione, ma per l’Ant di Modena che ieri ha presentato il suo bilancio delle attività per il 2014 è stata anche l’occasione per spiegare alla città il senso di un lavoro tanto oscuro quanto delicato.

La Fondazione Associazione Nazionale Tumori (Ant) ha realizzato in mezzo a mille difficoltà un ospedale domiciliare oncologico che l’anno scorso ha assistito gratuitamente 89 malati, contando su un organico di due medici, due psicologi e due infermieri retribuiti che assistono a casa i pazienti, fornendo assistenza e cura. A loro si affiancano altri specialisti che di volta in volta forniscono la collaborazione per ogni singolo caso. «Il nostro servizio - riassume la delegata di Modena, Maria Concetta Pezzuoli - non è in competizione ma integrativo di quello fornito dalla sanità pubblica».

Un tasto dolente il suo, anche perché dal gennaio 2013 l’Ausl non ha più riconfermato la convenzione precedente con l’Ant, avocando a sè ogni tipo di assistenza domiciliare. E dire che i 30 euro al giorno per l’assistenza domiciliare targata Ant sono una ben piccola cifra rispetto ai 780 euro al giorno di un paziente appena entra in ospedale. Ma l’attività dell’Ant non si limita a questo: a parte l’attività di mercatini, manifestazioni sportive e vendite in piazza per raccogliere fondi ci sono anche le attività di prevenzione. Sino a dicembre 2014 per il Progetto Melanoma sono state effettuate 14.087 visite con 575 inviate al chirurgo, per il Progetto Tiroide invece sono state 791 le ecografie e 14 le richieste per l’ago aspirato. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google