Manifesto anti-gay, l'autore della vignetta: "Valuto querela"
Il partito di Giovanardi affigge poster che scatena polemiche. L'artista Kneschke: "Uso diffamatorio, medito un'azione legale contro Ncd". Due amici ne fanno una parodia che riscuote un successo immediato.
MODENA. Dopo le polemiche sulle Sentinelle in Piedi con la protesta di Alessandro “Jumbo” Manfredini e di altri attivisti pro-gay, ieri la discussione è stata monopolizzata da un manifesto che sta dividendo la città. Lo ha fatto affiggere l’Ncd, il partito del senatore Carlo Giovanardi. Un manifesto che si basa sulla vignetta di Robert Kneschke, un disegnatore in realtà del tutto favorevole alle adozioni gay. In questo caso è stata rielaborata in favore della famiglia tradizionale cattolica. Lo stupore ha generato note di protesta sia di Sel che di Rifondazione comunista. Sel parla di «vergogna indicibile» e «disinformazione sulla vita delle persone». Rifondazione chiede al Comune di ritirare il manifesto dal momento che è attaccato su spazi di affissione comunali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.11511058:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/05/28/fotogalleria/il-manifesto-divide-via-allo-humor-1.11511058]]
Replica Carlo Giovanardi assumendosi la paternità del manifesto: "Se si pensa con propotenza e arroganza di cancellare la libertà d'opinione fganatita dalla Costituzione laica e repubblicana e la difesa delle leggi si è sbagliato Paese"
L'autore tedesco della vignettra originale, Knetschke, è venuto a conoscenza dell'utilizzo fatto della sua opera dell'Ncd e dice: "Mi sto consultando con il mio avvocato e decideremo si intraprendere un'azione legale. L'utilizzo è a mio avviso diffamatorio".
Ma tra le centinaia di voci di protesta sui social, ieri hanno fatto centro due conosciuti grafici pubblicitari e artisti modenesi che hanno inscenato con una loro collega una foto che ha divertito senza però abbassare il tono della discussione in favore dei diritti alle coppie omosessuali. Nella foto si vede il manifesto dell’Ncd “I bambini non si comprano” con la vignetta che secondo alcuni è un plagio snaturato del disegno originale: una coppia gay - uno con occhiali e pelato e l’altro più alto con il pizzo - e una carrozzina. Quel disegno, che doveva dare una rappresentazione della famiglia che l’Ncd non vuole legalizzare, si è invece concretizzato con una coppia vera di uomini con carrozzina piazzata davanti: sono Matteo Zanfi e Marcello Targi ad aver inscenato la parodia ideata da Gaia Della Valle, moglie di Zanfi. Zanfi e Targi non sono nuovi a questi “scherzi”.
«Abbiamo una vena goliardica che ogni tanto viene fuori - spiega Targi - così ieri ci siamo detti: facciamo un giro davanti a quel manifesto che fa così schifo. Sapevamo che la vignetta era stata fatta da un disegnatore che aveva idee opposte».
«Avevamo voglia di fare qualcosa anche noi per testimoniare la nostra solidarietà. Non siamo gay, siamo sposati, ma questo non conta, perché il nostro scopo è di far sapere che siamo contro queste forme di pensiero medievale discriminante. Domenica “Jumbo” ha protestato contro le Sentinelle e Giovanardi, noi abbiamo pensato a questa foto». L’idea ha avuto successo immediato e la foto è girata a grande velocità, postata da centinaia di modenesi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11509994:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/05/28/news/artisti-smontano-il-manifesto-anti-gay-che-divide-la-citta-1.11509994]]
Tornando alle polemiche sulla contromanifestazione di domenica, il gruppo “Per me Modena” per voce di Adriana Querzè e dei consiglieri Memi Campana e Marco Chincarini chiedono spiegazioni di fronte al «silenzio assordante» sulla vicenda da parte del sindaco Giancarlo Muzzarelli.
Pronta la replica del sindaco affidata a un post su Facebook. Scrive Giancarlo Muzzarelli: «Sono sconcertato ma non sono sorpreso di essere tirato per la giacca: pur di attaccare me e l'Amministrazione comunale tutto fa brodo. Le nostre posizioni sono note da tempo e chiare. Modena è una città libera in cui ognuno può vivere la propria vita realizzandosi come crede, anche, ovviamente, a livello personale ed affettivo. Ed è chiara la condanna dell’omofobia e di ogni forma di discriminazione dovuta all’orientamento sessuale. Ci siamo schierati dal primo minuto ricordando che ogni forma di amore merita rispetto. Se chi ci critica pensa che le istituzioni dovrebbero ostacolare la libertà di chi la pensa anche in modo molto diverso da chi governa o da una parte della sinistra, ha sbagliato indirizzo. Libertà e democrazia non si tagliano a fette».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
