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Canapa ecosostenibile: a Expo la rivoluzione Cmf

di Daniele Montanari
Canapa ecosostenibile: a Expo la rivoluzione Cmf

Pavullo. L’azienda a Milano con il nuovo composto nell’area dello street food Presto una nuova apertura a Cavezzo. E si pensa al Sudafrica e Sudamerica

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PAVULLO. Vetrina Expo per la Cmf Greentech di Pavullo e grandi piani di sviluppo che puntano sulla Bassa e l’estero. Tutto grazie al Canapalithos, rivoluzionario composto ecosostenibile ricavato dagli scarti della lavorazione della canapa. C’è molta soddisfazione nell’azienda di Sant’Antonio nata come ramo della Cmf Technology di Franco Pinelli per l’attenzione che sta riscuotendo il prodotto presentato al pubblico internazionale dell’esposizione milanese grazie alla collocazione di una trentina di seggiolini a forma di cubo nell’area dello street food, a pochi metri dall’Albero della Vita, fatti interamente di questo materiale.

«È splendido avere una piazza del genere per questa invenzione, su cui puntiamo tantissimo – osserva Matteo Montecchi, direttore commerciale – abbiamo creduto tanto nell’abbinamento con l’Expo, forti di un materiale legato al food come la canapa, ed ora possiamo farci conoscere al mondo». Sui cubi è ben visibile la targhetta “hemp made – canapalithos.it” che evidenzia l’innovazione legata a un elemento le cui proprietà salubri legate all’impiego edilizio, a partire dalla capacità di idroregolazione e la traspirabilità, sono note fin dall’antichità.

«Abbiamo portato un oggetto funzionale con lo scopo di attirare attenzione sul materiale – sottolinea l’art director Alex Crestan – che può essere impiegato per pannelli da parete in bioedilizia ma anche per l’arredo, l’interior design e la creatività degli architetti, aprendo ampissime prospettive». «La Greentech è nata da un progetto interno avviato nel 2008 per la ricerca di prodotti svincolati dal petrolio – continua Montecchi – e tramite un processo di conglomerazione brevettato siamo arrivati a questo composto, fatto con il legante “Pappa Reale” privo di formaldeide e fenolo, che resiste all’acqua, al fuoco, ha ottima assorbenza e coibentazione e può arrivare a una densità di 1200 kg per metro cubo».

Una scommessa che ora diventa produttiva, con l’imminente apertura dello stabilimento di via di Vittorio, a Cavezzo. «Siamo voluti andare lì sia per dare un contributo alla ripresa post sisma – spiega – sia per la possibilità di impiantare una coltura di canapa che ci assicuri la filiera corta, sempre in ottica di sostenibilità. Tra pochi giorni partiamo e chissà, se le cose vanno bene, potrebbe diventare una realtà da 50-60 posti di lavoro. E poi, vista la vocazione all’export della Cmf Technology, che oggi esporta il 90%, stiamo già pensando a stabilimenti nel mondo dove c'è più fermento edilizio, a partire da Sudafrica e Sudamerica».

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