Esame nel 2017, ma se paghi lo fai subito
La storia di una signora che aveva chiesto l’appuntamento all’ospedale di Baggiovara. Ausl: «È vero, ma esistono soluzioni»
Devi sottoporti ad una risonanza magnetica al cranio e chiedi di poter effettuare l’esame a Baggiovara? C’è posto sì, ma nel 2017. Già, 2017.
In questi mesi abbiamo dedicato ampi servizi al problema delle liste d’attesa, è di pochi giorni fa l’ultimo report della Regione Emilia Romagna che parlava di un’attesa massima di 297 giorni. In realtà il caso è ben peggiore.
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È capitato la settimana scorsa ad una modenese, L.B., che con l’impegnativa in mano ha chiamato il numero messo a disposizione dall’Ausl per verificare la disponibilità di esami e prestazioni di laboratorio.
La signora dal 21 aprile ha iniziato a peregrinare tra le pieghe del servizio sanitario: «La prima telefonata - spiega - mi ha detto addirittura che il calendario di tutto il comprensorio non era ancora disponibile. A forza di ripetute chiamate nei giorni successivi mi hanno detto che comunque il calendario di Baggiovara per il 2016 era già tutto pieno e che prossimamente, ma non si sa bene quando, uscirà il calendario di Baggiovara a partire dal 2017».
Una situazione «inaccettabile», soprattutto se sommata alle informazioni raccolte successivamente dalla signora: «Stanca di questa attesa ho chiamato direttamente l’ospedale di Baggiovara e sono rimasta stupita e ancora più amareggiata: chiedendo una disponibilità a pagamento mi hanno detto che due giorni dopo avrei potuto fare la risonanza a Baggiovara - proprio a Baggiovara dove per l’Ausl ci sarà posto solo a partire dal 2017 - al costo di 364 euro, o il giorno successivo a 280 euro a seconda di chi si occupa dell’esame». La morale è chiara: se paghi trovi posto dopo due giorni, se aspetti i tempi della mutua i giorni diventano più di 500, e poi c’è da incrociare le dita.
Ieri abbiamo contattato anche l’azienda sanitaria della provincia di Modena che ha confermato come la scelta di Baggiovara sia problematica: «I tempi sono quelli».
L’Ausl, però, ci tiene comunque a sottolineare che «per la risonanza magnetica al cranio è attivo quello che si chiama percorso di garanzia, dove, secondo un provvedimento della Regione, l’Ausl di competenza ha il dovere di trovare una risposta adeguata per il paziente entro sessanta giorni, un percorso che permetta di ottenere la visita al massimo in due mesi da effettuarsi nello stesso territorio provinciale».
È vero, quindi, che a Modena la risonanza magnetica al cranio, oltre che a Baggiovara, si può fare ad esempio all’Hesperia o a Villa Rosa, in provincia a Carpi o a Mirandola. Tutti percorso che, nella fattispecie, non sono stati prospettati alla signora: «Mi ero informata anche sull’ospedale di Reggio Emilia».
Quello che resta, a parte la soluzione proposta dall’Ausl in modo non chiaro ai pazienti - il percorso di garanzia esiste solo per alcune prestazioni specifiche - è l’enorme disuguaglianza nell’attesa tra l’esame a pagamento e l’esame ottenuto attraverso il servizio sanitario nazionale. Una discrepanza difficile da accettare, «un’ingiustizia sociale scandalosa», come commenta la signora vittima della situazione denunciata in queste righe. Si tratterà di capire come la Regione intenderà proseguire la manovra sanitaria per risolvere i tempi di attesa: se questi sono gli effetti degli aggiustamenti fatti tra dicembre e gennaio, la strada è ancora molto lunga.
@dvdberti
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