Pd e Sel: «Niente ampliamento»
Nonantola. Anche loro bocciano il progetto compostaggio ma criticano petizione
NONANTOLA. La richiesta avanzata in Provincia dalla ditta Sara srl, gestore dell'impianto di compostaggio di via Larga, per ottenere maggiorazione della quantità autorizzata di trattamento, raccoglie da settimane malumori diffusi. Anche l'assemblea pubblica che l'amministrazione ha voluto, non ha palesato altro che dissenso. Nei giorni scorsi, inoltre, è stata avviata una raccolta firme contro la proposta. Promotori sono i partiti di opposizione e comitati e in pochi giorni sono fioccate le firme per sostenere l’iniziativa che dice no all’ampliamento dell’impianto. A tale proposito i Circoli nonantolani di Pd e Sel puntualizzano: «I problemi di scarsa integrazione territoriale, di emissioni maleodoranti e di gestione approssimativa dell'impianto, evidenziati in questi anni, non trovano soluzione nella proposta della ditta. Sosteniamo il percorso intrapreso dall'Amministrazione che ha preso le distanze dal progetto così come è stato presentato». Inoltre rispondono per le rime ai promotori della raccolta firme (Movimento 5S, Lista Civica Amo Nonantola e Comitato Ambiente e Salute Nonantola), indicati come «forze politiche alla ricerca di visibilità». Sottolineata la non condivisione della proposta avanzata dalla ditta, Pd e Sinistra Ecologia e Libertà stigmatizzano a tutto campo. I circoli Pd e Sel ritengono che «l'area in questione non possa sopportare l'ampliamento di impianti di questa o altra natura perché già satura e a ridosso di un'importante sito naturalistico che deve essere tutelato. Peccato che in questo contesto alcuni soggetti politici, presi dall'esigenza di visibilità, si siano mossi da soli lanciando una petizione che fa leva su un'esigenza reale, ma contiene imprecisioni, errori e qualche offesa nei confronti dell'Amministrazione. Tutti abbiamo subito gli effetti negativi di una gestione maldestra. Ma l'impianto ha una vita utile operativa di almeno altri dieci anni. Ai promotori della petizione domandiamo: davvero pensate che l'impianto possa scomparire magicamente? Non credete che potrebbe diventare un rudere industriale abbandonato alle soglie della Partecipanza? Potreste dire di aver risolto il problema? Il tema è talmente complesso che la soluzione dovrebbe essere realistica e trasparente evitando strumentalizzazioni».
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