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Profughi in Appennino: gli ospiti salgono a trentatre

Profughi in Appennino: gli ospiti salgono a trentatre

La montagna dovrà presto raggiungere quota 33 nell’ambito dell’ospitalità data ai profughi in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente. È quanto ha sottolineato il prefetto Michele Di Bari ieri mattina...

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La montagna dovrà presto raggiungere quota 33 nell’ambito dell’ospitalità data ai profughi in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente. È quanto ha sottolineato il prefetto Michele Di Bari ieri mattina nel summit convocato con i presidenti delle varie Unioni di Comuni e la Provincia per fare il punto sull’emergenza migratoria.

Per l’Unione del Frignano il numero stabilito è appunto 33, ma finora si era rimasti a tredici, tra i sette ospitati a Pavullo e i sei di Serramazzoni. A questi si aggiungeranno i quattro attesi per la metà di giugno a Polinago, alloggiati in un appartamento del Comune in centro sempre con la solita formula: spese sostenute dalla Prefettura per conto del ministero e gestione affidata alla coop Caleidos. Poi arriveranno gli altri, che andranno divisi nel resto della montagna.

«Tutti i sindaci dei dieci Comuni sono concordi nel rispetto dell’impegno preso – osserva il presidente dell’Unione Romano Canovi – e questo materialmente significa che il prossimo arrivo verrà gestito all’interno di Lama Mocogno, in un appartamento già individuato, e i seguenti, penso sempre 4-5 alla volta, andranno distribuiti all’interno dei due sub-ambiti rimanenti: Pievepelago-Riolunato- Fiumalbo e Fanano-Sestola-Montecreto. C’è un’assunzione di responsabilità generale, tutti faranno la loro parte. L’importante è che siano sempre sentiti i sindaci prima del collocamento, per permettere una gestione condivisa. Ricordo poi che diversi sono già ripartiti, perché intenzionati a raggiungere altre destinazioni. Finora si è registrata un’ottima disponibilità da parte loro a ricambiare col volontariato: a Pavullo siamo stati i primi in provincia a credere in questo, con l’approvazione di un apposito progetto ancor prima dell’accordo con la Prefettura per l’impiego in opere socialmente utili, dagli sfalci alle spalate. La convivenza è stata molto buona, e credo che possa essere lo stesso nel resto del Frignano».

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