«Un artista straordinario, fine jazzista»
Il ricordo di Beppe Zagaglia: «Per vent’anni insieme nelle serate pubbliche di Natale e Ferragosto»
Una carriera lunga e feconda quella di Giuseppe Casarini, detto Pippo, unito a una vitalità e a una creatività musicale che non venne meno sino agli ultimi anni. «Veniva da noi d’estate sino a quando aveva 85 anni e suonava tutte le sere, per decenni è stato un’ospite fisso alla Bussola». Così lo descrive la nipote Patrizia Casarini, che vive nel Grossetano. Anche in età avanzata amava passare le serate con il pubblico selezionato degli hotel.
La sua carriera iniziò presto. Dopo il conservatorio, tra il ’45 e il ’48, era l’ospite coccolato dei locali dove i modenesi nei balli dimenticavano la guerra.
E Pippo, assieme a quell’altro grande musicista che era Paolo Marenzi, aveva già un’orchestra sua e suonava all’Aum, un localino a fianco dello storico Guf in via Università, a fianco dell’attuale banca. Lui si era già distinto e aveva il “Quarto d’ora Casarini”.
«Musicista di talento, non esitò a seguire Gorni Kramer, il geniale musicista e produttore mantovano che in quegli anni era all’apice del successo» lo ricorda Giulio Vannini, direttore artistico del Modena Jazz festival che sta pensando di dedicargli una serata nella programmazione di quest’estate.
Casarini e Marenzi conobbero Kramer quando veniva a Modena per concerti privati nei palazzi dei modenesi più facoltosi. L’intesa fu immediata e Pippo seguì Kramer nelle tornée in giro per il mondo e in pochissimi anni inizio a viaggiare in Medio Oriente, allora Mecca pacifica dei ricchi petrolieri, suonando nei locali di lusso e negli alberghi del jet set da Beirut a Teheran. Arrivo sino a Calcutta, in India, dove si fermò per mesi per accompagnare le Blue Bells.
«Era un personaggio straordinario, musicista finissimo, con il jazz nel sangue anche se era un fenomeno della musica leggera - lo ricorda il fotografo Beppe Zagaglia - Per vent’anni mi ha accompagnato nelle serate delle varie edizioni del Natale Zagaglia e poi a Ferragosto. Lui non si tirò mai indietro, sino a quando la salute non cominciò a venire meno».
Commosso il sassofonista Claudio Messori, al suo fianco per anni in tanti concerti: «La sua perdita mi rattrista - dice - Era malato da tempo ed era molto triste ritrovare in quelle condizioni un musicista di talento, che ci ha regalato tante emozioni ».
(s.c.)
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