Buona Scuola, il gruppo Pd sta con Renzi
La Sinistra isolata, prevale la logica di governo. Scontro tra il capogruppo Trande e Grazia Baracchi
La Buona Scuola manda per un po’ in tilt il Pd e nel braccio di ferro che ne consegue prevale l’anima di governo e del buon senso che unisce i democratici in un ordine del giorno in linea con quanto dettato dal premier Matteo Renzi. Operazione faticosa, molto faticosa. Ieri in consiglio comunale si è visto come la componente malettiana del gruppo abbia preso in mano la situazione e ricompattato l’intero gruppo su una posizione che tutti hanno definito ragionevole. Solo Francesco Rocco, che resta nel Pd ma si è detto più volte fuori dal partito, e Marco Malferrari si sono astenuti davanti ad un pubblico delle grandi occasioni mentre si parlava di istruzione.
Le posizioni critiche erano già emerse nelle riunioni di gruppo, quel gruppo che fra pochi giorni dovrà, insieme a tutto il partito cittadino, portare all’altare Andrea Bortolamasi che prenderà in sposa la poltrona di segretario di Modena. Ieri in consiglio la sua posizione è stata di buon senso rispetto alle varie sensibilità ma ci si è arrivati in modo tortuoso. E se ci ha guadagnato il Pd, certamente ieri ha cominciato a perdere un po’ di pezzi quello che Antonia, insieme alla componente di Sinistra del partito - ma non sono la stessa cosa? verrebbe da chiedersi - voleva rappresentare nel dibattito cittadino. Paolo Trande, infatti, è stato il grande assente di ieri, non presente in consiglio comunale. Ma avrebbe fatto fatica a votare un ordine del giorno governativo che nei giorni precedenti aveva cercato di emendare più volte scontrandosi con la sua vice, Grazia Baracchi (responsabile provinciale della scuola per il Pd), che lo aveva redatto. Un contrasto anche aspro nei toni, tanto da spingere la stessa Baracchi ad annunciare le proprie dimissioni, poi rientrate, non condividendo merito e metodo delle questioni poste dal suo capogruppo e da Simona Arletti. A creare il cortocircuito sarebbe la mancata sottolineatura polemica sul nuovo ruolo dei presidi, ma si sa che c’è molto di più, molto più della scuola. Qui ci si gioca un ruolo di visione politica all’interno del partito. Uno scontro al vertice che forse, davvero per la prima volta, ha fatto emergere il coraggio renziano del gruppo, soprattutto malettiano, votando un documento che appoggia una delle scelte più discusse del premier. (d.b.)
@dvdberti
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