È nato il sindacato Cisl Emilia Centrale
L’assemblea ha ratificato la fusione fra Modena e Reggio Emilia, che potrà avere 100mila iscritti
Con la fusione tra i sindacati di Modena e Reggio Emilia e un numero complessivo di quasi 100mila iscritti, la neonata Cisl Emilia Centrale è la più grande struttura territoriale della Cisl in Emilia-Romagna.
«Ci uniamo per fare meglio il nostro mestiere a servizio dei giovani, dei lavoratori, dei pensionati, degli immigrati, delle famiglie», ha affermato il segretario uscente della Cisl modenese William Ballotta, in procinto di essere nominato segretario della nuova struttura, nella seconda giornata del congresso straordinario di fusione che è iniziato ieri a Reggio Emilia e si concluderà nella giornata di oggi a Modena.
«Il modello organizzativo che ci siamo dati - ha aggiunto Ballotta - prevede che l'accorpamento delle strutture territoriali sia seguito da quello delle categorie. L'obiettivo è di riuscire a essere più vicini alle persone nei luoghi di lavoro e sviluppare al massimo la contrattazione cosiddetta di secondo livello, vale a dire aziendale o territoriale. È su questo terreno che il sindacato deve accettare la sfida della produttività».
Gli iscritti che confluiranno nella nuova unione territoriale sono 36mila da Reggio Emilia e circa 60mila da Modena. Quindici, invece, le categorie che hanno già provveduto a realizzare la fusione.
Cisl Emilia Centrale precisa in una nota che «la nuova forma organizzativa prevede un maggiore ruolo e responsabilizzazione dei delegati aziendali, sui quali si intende fare un investimento in termini formativi e professionali. Anche le strutture zonali - fa sapere ancora il sindacato - si riorganizzeranno nella logica delle “terre di confine”. Sassuolo, per esempio, si unirà a Scandiano e Carpi a Correggio, anche con operatori sindacali polifunzionali.
«Siamo convinti - conclude Ballotta - che questa riorganizzazione permetterà alla Cisl di essere più forte e radicata. Un sindacato più forte aumenta la coesione di una comunità e contribuisce a elevare la competitività di un territorio. Sono proprio queste qualità del modello emiliano che hanno convinto multinazionali come Lamborghini e Philip Morris a investire qui. Il nostro auspicio è che non restino casi isolati. Dal canto nostro - ha concluso Ballotta - faremo tutto il possibile per creare le condizioni favorevoli alla ripresa del nostro territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google