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Furbetti del marcatempo? Due cancellieri alla sbarra

di Carlo Gregori
Furbetti del marcatempo? Due cancellieri alla sbarra

Iniziato davanti al gup il processo abbreviato per i dipendenti del Giudice di Pace ora imputati per truffa allo Stato: ascoltati due superiori e un giudice onorario

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Ieri mattina davanti al gup è iniziato il processo con rito abbreviato ai due cancellieri dell’Ufficio di Giudice di Pace accusati in questa sede di truffa ai danni dello Stato (è in corso una seconda indagine per corruzione che li vede indagati per corruzione con un ex giudice di pace non più a Modena). Nel corso dell’udienza il giudice ha accolto la richiesta dei due difensori, gli avvocati Luca Brezigar e Alberto Boni, e ha incardinato un processo con l’audizione di tre testimoni.

Hanno così risposto alle domande del giudice due dirigenti indicati dall’accusa (pm Marco Niccolini): prima la coordinatrice della cancelleria Maria Gandini e poi il giudice di pace Liana Campidoni. In seguito, è stato ascoltato anche il dirigente Luigina Signoretti, chiamata dal giudice.

L’udienza è stata rinviata al 16 luglio. Si prevede che quel giorno si arriverà alla sentenza. I due sono accusati di truffa ai danni dello Stato per irregolarità riscontrate nel cartellini marcatempo in relazione alle ore di lavoro svolte effettivamente. Imputati sono un responsabile della cancelleria molto conosciuto e un suo collega. Uno è andato in pensione e l’altro è ancora attivo all’ufficio di via San Pietro.

All’inizio del 2014 è arrivata in Procura una segnalazione interna all’Ufficio del Giudice di pace che indicava per il mese precedente (dicembre 2013) un uso disinvolto dei cartellini marcatempo. Segnavano ore svolte che in realtà non sarebbero state fatte, presenze che erano assenze effettive, eccetera. Insomma, i classici “giochi” di orario che ritornano come luogo comune nelle accuse contro una certa pubblica amministrazione. La Procura ha svolto accertamenti e in marzo ha inviato gli avvisi di garanzia ai due. Ma questo non è l’unico caso che li vede coinvolti in un’azione penale. Anzi, i due impiegati della cancelleria sono indagati anche per un’altra vicenda molto più grave, seguita dalla Procura di Ancona. Quella Procura è competente perché il terzo indagato è proprio un giudice di pace, un magistrato onorario (non residente a Modena) che secondo l’accusa sarebbe al centro di almeno un caso di corruzione per aver favorito alcuni ricorrenti per riavere patenti ritirate o per annullare multe.

I due cancellieri erano stati coinvolti nell’indagine in quanto avevano maneggiato un fascicolo sottoposto a indagine e la Procura aveva anche chiesto nei loro confronti una misura cautelare - gli arresti domiciliari - che per non erano stati concessi dato che il gip non l’aveva ritenuta necessaria. In questa vicenda sono entrambi assistiti dall’avvocato Luca Brezigar. Dell’inchiesta di Ancona, in corso da più di un anno, non si hanno notizie.

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