Manifesto che divide L’autore del disegno: «Violati i miei diritti»
L’artista tedesco: senso stravolto, valuto se denunciare Ncd Una mamma: «È intollerabile, quando lo vedo lo strappo»
«Per ora non so neanche se il partito Ncd ha chiesto e ottenuto il permesso per l’utilizzo della mia immagine. Ho fatto domanda alla mia agenzia che cura i diritti e attendo risposta. L’uso che ne ha fatto è un’altra questione. Ne sto discutendo con un mio avvocato e non escludo un’azione legale. L’uso che ne viene fatto da quel partito è diffamatorio».
È quanto ha scritto Robert Kneschke, artista e autore di vignette di primo piano in Germania, nel messaggio mandato alla “Gazzetta” dopo aver postato il nostro articolo, in risposta ad alcune domande. L’autore della vignetta nel controverso manifesto fatto affiggere dal senatore Carlo Giovanardi per le strade di Modena con la scritta “I bambini non si comprano” è lui ma la vignetta era ideata in un contesto esattamente opposto: era in favore dei diritti ai gay e alle loro adozioni. Insomma, aver stravolto il significato “gay friendly” della vignetta non gli va giù. Anche se poi la sua stizza è stemperata dall’elogio dei due suoi colleghi modenesi: i grafici e artisti Matteo Zanfi e Marcello Targi che, con Gaia Della Valle, hanno realizzato la brillante parodia scaravoltandone il senso. Knescke ha detto che finora nessuno ha saputo interpretare il senso di quella vignetta come loro due.
Dopo le proteste di gay modenesi, dopo che Rifondazione comunista ha chiesto al Comune il ritiro del manifesto e dopo che Sel ha espresso totale indignazione, ieri sulla rete è una “mamma di Modena” ha spiegato perché sta strappando e cancellando il manifesto: «Dato che avevano messo tali cartelloni anche vicino a scuola di mia figlia ho pensato di toglierli. Quelli troppo grandi, invece, li abbiamo “rimaneggiati». E aggiunge: «Di fronte a campagne come questa, depongo la mia tolleranza e divento vandala. E me ne vanto». E aggiunge: «Sto cercando di educare mia figlia ad accogliere qualsiasi tipo di amore sente o sentirà nascere dentro di sé e di essere solo felice di questo. E di non sentirsi migliore o peggiore di qualcuno per questo amore. Ma non è sempre facile. Soprattutto finché si permetterà alle persone di offendere e discriminare in nome di una libertà di opinione o pensiero che, a mio parere, non si può più definire tale, se si propone in questi modi». Intanto Carlo Giovanadi ha ribadito il senso della sua campagna: «Mi meraviglia che la sinistra difenda quella pratica terribile permessa duemila anni fa di vendere i figli degli schiavi come fossero oggetti. La stessa cosa succede oggi con l'affitto dell'utero, che sfrutta la disperazione di chi è costretta a vendere il figlio per ragioni economiche. Quel bambino viene comprato e per noi questa è una barbarie, non certo progresso».
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