«Se impareremo a scoprire il Museo sarà un successone»
Michelina Borsari spiega l’importanza della Galleria Estense «I primi testimonial dovranno essere proprio i modenesi»
«Il successo della Galleria Estense passa attraverso la presa di coscienza della sua esistenza da parte dei modenesi: si tratta di un museo importantissimo non solo perché legato ai fasti di Modena capitale del ducato degli Este, ma anche perché ricorda che la grande Francia del Re Sole copiò la politica, la creazione del consenso, attraverso l'arte ideata dal duca Francesco I».
Michelina Borsari, direttore del Festival Filosofia, in questo caso nelle vesti di curatrice di Notti Barocche, è un vero e proprio fiume in piena nel raccontare l'importanza del "piccolo" Stato estense soprattutto durante il Seicento e il Settecento. «L'arte ai tempi del giovanissimo duca Francesco I d'Este - continua Borsari - venne utilizzata dal regnante modenese per dare vita a una vera e propria politica legata alle feste popolari, le cosiddette Allegrezze che divennero note anche in Francia e in Inghilterra. Ma non solo: il duca comprese come l'effimero creato dagli eventi culturali, dalle costruzioni che poi si distruggevano, dagli apparati scenici, erano utilissimi per creare il consenso intorno alla propria figura. Proprio come accade nella attuale fase politica». Michelina Borsari fa riferimento alla Francia di Luigi XIV: «Ce lo ricorderà il grande studioso Irvin Lavin che interverrà a Palazzo Ducale. Prima il grande regnante francese vede cosa fa Francesco I che aveva chiesto consigli al grande Bernini e ad altri artisti come Pietro da Cortona e Girolamo Rainaldi quando dovette costruire il Palazzo Ducale e la reggia di Sassuolo. Dopodiché re Luigi chiamerà a Parigi Bernini, in una vera e propria visita di stato di cui abbiamo un diario puntuale, perché voleva fargli costruire il palazzo di città e poi la reggia di campagna a Versailles. Compiendo così gli stessi passi già compiuti dal duca d'Este. Bernini poi realizza il busto di Luigi XIV quindici anni dopo quello di Francesco e anche questo è una traccia diretta». Tracce "pesanti" di Modena nella costruzione della Parigi barocca famosa nel mondo anche perché ai tempi di re Luigi lo stesso responsabile del teatro di corte era Gaspare Vigarani che proveniva dalla nostra città. «I nostri concittadini - continua Borsari - devono essere dunque orgogliosi di questa e altre storie importantissime che si scorgono conoscendo e frequentando la raccolta di origine ducale della Galleria Estense. le Notti Barocche hanno proprio questo obiettivo: non solo di festeggiare la riapertura, ma anche di ricordare l'importanza di questo luogo. Questo è il principale sforzo del Ministero e nostro ed è l'ora di intraprenderlo visto che la storia di Modena Capitale, dopo l'anniversario della sua nascita nel 1998, non è stata adeguatamente spiegata e studiata. I motivi probabilmente sono dovuti alla storiografia risorgimentale che ha oscurato l'antico regime». Un altro aspetto sarà legato alle feste barocche: «In questa occasione - conclude Michelina Borsari - svolgeremo le manifestazioni a Palazzo Ducale sede dell'Accademia militare e in tutti i luoghi di Palazzo dei Musei dov'è anche collocata l'Estense. Siamo in quello che era l'Albergo dei poveri, mai nascosti nel Ducato, poi divenuto l'Albergo delle arti e vicini all'ex ospedale ducale di Sant'Agostino. Tutti si svolgeva qui nei secoli passati, anche con il contributo del Comune, e l'effimero è divenuto altamente produttivo». (s.l.)
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