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Seta, 50mila euro l’anno incassati da mancati resti

di Davide Berti
Seta, 50mila euro l’anno incassati da mancati resti

Il caso delle macchinette che non danno contanti all’acquisto del biglietto: Per Me Modena: «Le scambia-monete vanno adeguate, evitare sovrapprezzi»

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Finalmente diventa un numero, se così si può dire, il mancato resto delle macchinette erogatrici di biglietti sugli autobus: 51.500 euro. Una cifra spropositata che tutti gli anni rimane nelle tasche di Seta a causa di questo mancato servizio che dovrebbe essere un diritto per tutte le persone che scelgono di salire su un autobus, trattandosi di trasporto pubblico. E invece il “pubblico”, se qualcuno non ha i soldi contati - magari perchè li ha lasciati in un parcheggio, ma questa è un’altra storia - chiede ancora più euro. È una delle contraddizioni alle quali la Regione dovrà mettere mano. Intanto i modenesi sanno quanto viene loro prelevato sol sorriso. Merito di una interrogazione di Per me Modena illustrata dal consigliere Marco Chincarini sulle macchinette erogatrici di biglietti sugli autobus che non danno resto.

Il consigliere ha evidenziato che «può accadere che il viaggiatore non abbia a disposizione le monete per l'importo esatto» e che «il costo del biglietto è di 1,20 euro e, utilizzando le monete d'importo maggiore, l'utente paga il biglietto 1,50 o 2 euro con una conseguente maggiorazione del 25 e del 66 per cento». Chincarini ha quindi chiesto «se si conosce l'entità degli importi eccedenti al costo del biglietto e come questi vengono rendicontati nel Bilancio o in altri documenti ufficiali, se si ritiene che questo servizio sia coerente con un città Smart e aperta ai turisti, se si ritiene opportuno sollecitare Seta a installare macchinette scambia-monete sui mezzi o altre adeguate apparecchiature che evitino agli utenti di pagare un sovrapprezzo a un biglietto già costoso». Per evitare il problema del mancato resto, ha spiegato l’assessore, «le alternative sono acquistare il titolo di viaggio semplice o multiplo presso una delle cinquanta rivendite autorizzate, delle tre biglietterie, di cui una aperta tutti i giorni dell’anno dalle 5.30 alle 20.30, e dei tre distributori automatici. È possibile inoltre acquistare il biglietto a tariffa maggiorata direttamente dall’autista, pagando con banconote fino a 10 euro e ottenendo il resto». Giacobazzi ha ricordato che «le apparecchiature presenti sui mezzi di Seta sono adottate da tutti i gestori di trasporto pubblico regionali e corrispondono allo standard adottato da gran parte delle aziende italiane. I dati relativi agli incassi da mancato resto nel 2014 «corrispondono al 2,15 per cento degli incassi totali realizzati con queste apparecchiature – ha proseguito – pari a 51.500 euro a fronte di 2.400.000 euro totali, e vengono contabilizzati in bilancio alla voce Ricavi da Traffico. Considerando che nel 2014 i biglietti venduti sono stati 1.953.550, la quota per mancato resto incide per 0,0263 euro a biglietto». Ma non è questa una consolazione sufficiente...

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