Via libera all’ampliamento della Pm
Marano. L’Unione dà l’ok dopo la richiesta fatta da Mercedes all’azienda, di aumentare la fornitura
MARANO. Via libera all'ampliamento della P.M. spa, l'azienda meccanica al confine tra Marano e Vignola che per la sua eccellenza si è guadagnata un solido rapporto con la Mercedes nell'ambito della fornitura di componentistica tanto che la casa tedesca le ha chiesto un consistente aumento di produzione. Per questo nei mesi scorsi ha presentato un progetto di espansione che riguarda per la maggior parte il territorio vignolese, con domanda di variante per l'utilizzo ai fini produttivi di una porzione di circa 20mila metri di terreno agricolo, su cui erigere volumi edificatori per 10-11mila metri. La Conferenza dei Servizi, che ha coinvolto anche Arpa, Ausl e Sovrintendenza (vista la vicinanza a un luogo tutelato come la collina di Campiglio), si è formalmente chiusa da pochi giorni in assenza di osservazioni, ma per l'ok era necessario un passaggio consiliare martedì sera che si è rivelato intenso. In apertura il sindaco Mauro Smeraldi ha spiegato come la variante sia stata disposta nell'ambito della legge regionale 20/2000 sull'uso del territorio nota come “legge Muzzarelli”, che tende a favorire lo sviluppo delle attività produttive. Ha quindi sottolineato che si tratta di un'area agricola non aperta ma di nicchia, vista la prossimità del villaggio artigiano di Marano, e in questo contesto “è opportuno dare la possibilità di lavorare di più a un'azienda d'eccellenza” nella convinzione programmatica che comunque «la tutela del territorio vada comunque equilibrata». Di qui la garanzia del “recupero” del terreno perduto in altro loco, come da impegno preso a febbraio in una delibera d'indirizzo per il saldo zero del consumo territoriale. E qui è intervenuto il Pd, che ha presentato con il capogruppo Giancarlo Gasparini un apposito ordine del giorno per rendere più esplicito l'impegno per il recupero della stessa superficie e la vigilanza nel contesto sensibile di Campiglio, sottolineando che «oggi serve un'azione di discontinuità rispetto a un passato in cui si sono commessi errori». Il dibattito è stato vivace, e con diversi distinguo. Nadia Piseddu (5 Stelle) si è detta comunque contraria all'operazione perché, pur apprezzando i risvolti occupazionali, si assiste ad altro consumo di suolo «in un territorio già molto urbanizzato: bisognava piuttosto mettere in contatto l'azienda con i proprietari di capannoni vuoti per collocare lì l'ampliamento». Diversi membri della maggioranza hanno poi criticato il secondo punto dell'ordine del giorno Pd considerandolo “inquisitorio” al che Gasparini ha detto che non c'era nessun problema a toglierlo. A questo punto il binomio odg-variante è passato con il solo no 5 Stelle, al termine di un'ora e mezza di dibattito.
Daniele Montanari
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