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A tre ingegneri il premio Bignardi

A tre ingegneri il premio Bignardi

Cerimonia all’Università per il professionista vittima del crollo di un’azienda

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«Un’attesa a volte ingiustificata». Augusto Gambuzzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, critica la burocrazia nella ricostruzione. Lo fa a Modena ai margini del premio dedicato a Gianni Bignardi, ingegnere mirandolese scomparso il 29 maggio 2012 durante un sopralluogo a San Felice. «D’accordo controllo e legalità - aggiunge Gambuzzi - ma gli adempimenti sono ridondanti. La politica non s’accorge che ogni verifica in più, che magari non serve a tanto, comporta un’attesa a volte ingiustificata per cittadini pesantemente colpiti dal sisma». «La crociata contro la burocrazia è facile - ribadisce Anna Maria Vandelli, assessore all’Urbanistica a Modena, presentando un tavolo di lavoro che includa Unimore e Ingegneria - ma è difficile da coniugare in concreto». Un contributo lo danno Marco Soragni, Marianna Forghieri e Alessio Catellani, i tre ingegneri premiati. «Strutture pre-sisma hanno insegnato che si potrà migliorare la tecnologia costruttiva», ammette Forghieri, autrice della tesi “Comportamento a diaframma dei sistemi di copertura delle strutture prefabbricate”. «Gli edifici che hanno subito i maggiori danni erano datati - riprende Catellani, autore del lavoro “Analisi non lineare e recupero di edifici esistenti in muratura ad uso rurale” - ora quella normativa non è più permessa». «Ci sono malte più performanti di altre», ribadisce Soragni, autore di uno “Studio teorico e sperimentale sull’adesione tra calcestruzzo e malte da ripristino”. «Premi come questi sono un progetto per il futuro - conclude Andrea Venturini, presidente del Consiglio di Mirandola - l’ingegnere Bignardi sorride a iniziative così».

Gabriele Farina

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