La bellezza del Ducato
Modena e la ritrovata, splendida, Galleria Estense riaperta a Palazzo dei Musei tre anni dopo il terremoto
Modena e la ritrovata, splendida, Galleria Estense cuore delle Terre Estensi: non ha detto capitale, il ministro Franceschini tra i capolavori del Bernini e Velazquez, ma ha tracciato i confini di una macro area possibile e indicato al suo interno un percorso possibile. A tre anni dal terremoto, mentre la ricostruzione cerca di spiccare in ogni angolo segnato dalle scosse il definitivo balzo di qualità, il governo raccoglie e rilancia la sfida emiliana: far rinascere un Ducato votandolo non più solo, come negli ultimi decenni, all’industria e all’agroalimentare ma anche alla cultura, all’arte, alla bellezza e in esse e per esse riconoscibile ovunque. Verba volant, spesso, ma questa volta, per una volta, pare ci siano attraverso i fondi europei anche le risorse che aiutano a muoversi nella direzione immaginifica e immaginata. Con Modena al centro (vedremo se solo geograficamente) di un destino che l’accomuna a Ferrara e Reggio Emilia: polo di attrazione turistica alternativo a quelli più tradizionali e affermati tra le mille meraviglie del nostro scombinato Paese. Che la Galleria Estense sia divenuta Museo nazionale è un riconoscimento fondamentale. Che si sia rimessa in gioco, volendo diventare momento centrale dell’identità, della consapevolezza e dell’orgoglio modenese, persino con quel tratto così difficile oggi da sostenere che è l’”allegrezza” di queste Notti Barocche (brava, Michelina, bravissima...) è una risposta sul campo. Con un tratto simbolico, anche, certo: ma che insieme è sostanza, come questa terra apprezza e sa riconoscere, è possibilità di sviluppo e crescita. La strada è tutta da fare. A partire dal superamento delle paludi del provincialismo, delle piccole invidie e delle non sempre legittime aspirazioni, che tante occasioni hanno già compromesso, qui come in ogni provincia (i borbottii sulla mostra firmata Emilio Mazzoli lasciano purtroppo presagire poco di buono, ad esempio...) E dall’intesa con Ferrara e Reggio, nella speranza che, disegnato il Ducato, non ci si metta a tramare per definire chi è il Duca. Perché intanto e comunque a quello ci penserebbe, il ministro, Franceschini I d’Este...
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