La parente, il professore e il posto per finanziare il corso
Abuso d’ufficio in concorso è l’accusa che riguarda un caso in realtà avvenuto fuori dal Policlinico e coinvolge oltre a Cencetti la figlia di un suo cugino, Valentina Donati, la dirigente dell’Area...
Abuso d’ufficio in concorso è l’accusa che riguarda un caso in realtà avvenuto fuori dal Policlinico e coinvolge oltre a Cencetti la figlia di un suo cugino, Valentina Donati, la dirigente dell’Area formazione del Policlinico Paola Vandelli e un docente universitario: Tommaso Fabbri, professore ordinario di economia all’Università di Modena e Reggio e presso la Scuola internazionale per il dottorato di ricerca alla Fondazione Marco Biagi. Secondo i pm Niccolini e Mazzei, violando l’articolo 97 della Costituzione che impone l’imparzialità dell’azione amministrativa, è stata favorita la parente di Cencetti dandole anche un vantaggio economico ingiusto «con l’accordo preventivo di attribuirle l’idoneità in sede di prova di esame per l’ammissione al corso in “Relazioni di lavoro” delle scuole del dottorato di ricerca per l’anno 2012». Un’assegnazione con tanto di decreto del rettore del luglio 2011. Il metodo, spiega l’accusa, è stato di «suggerirle l’ambito scientifico nel quale elaborare un progetto di ricerca da presentare alla Commissione esaminatrice che dichiarala va candidata idonea». In cambio, «il corso veniva finanziato per iniziative private e contatti ottenuti da Cencetti con i vertici societari, dalla società Eli Lily».
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