Gazzetta di Modena

Modena

Mazzoli insieme a Bottura la mostra si fa “indigesta”

di Michele Fuoco
Mazzoli insieme a Bottura la mostra si fa “indigesta”

In città mugugni nel mondo culturale circa la rassegna in arrivo alla Manifattura Il gallerista: «Costi, opere, critico. Ecco di cosa si tratta: se dò fastidio lo dicano» .

3 MINUTI DI LETTURA





«Cosa veramente vergognosa mettere la città contro. Fare una mostra ad altissimi livelli non sanno che sforzo, fatica si faccia». A parlare è il gallerista Emilio Mazzoli, molto indignato, a proposito di alcune voci in circolazione da qualche settimana in città, negli ambienti culturali, dove sarebbe accusato di fare coppia con lo chef Massimo Bottura nell'organizzare la rassegna di artisti contemporanei, in settembre, alla Manifattura Tabacchi. Ci sarebbe malcontento in città per questa iniziativa, ritenuta costosa, per la quale il Comune metterebbe a disposizione una bella cifra. Vero? Falso? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato. E Mazzoli non ci sta. «Vedrà - dice - verrà fuori un casino, perché la città non sempre è orgogliosa di certi buoni eventi, del fare bene».

In verità come stanno le cose?

«Hanno chiesto per l'Expo a Modena di fare uno sforzo per l'arte. Mettiamo fuori quadri internazionali che sono passati per Modena nell'ultimo trentennio. Ci sono collezionisti che hanno comprato in tutto il mondo, e una cinquantina di loro opere, anche sculture, molto importanti persino inedite saranno presentate in questa mostra che doveva essere al Foro Boario, impegnato per altre iniziative. Pare che si faccia alla Manifattura Tabacchi. Un bello spazio, ma di appena 800 metri quadrati. Ho coinvolto Richard Milazzo, un critico ad altissimo livello, perché vengono scelti artisti internazionali che hanno girato da queste parti. Ci sarà un libro e la mostra si chiamerà “Il manichino dell'arte”».

Perché Milazzo, come critico?

«Per avere un critico di sicuro valore... Avrei potuto stabilire contatti anche con Bonito Oliva, Celant e altri. Milazzo è una americano legato a Modena per la quale ha scritto splendide poesie raccolte, anni fa, in un volume».

Chi sono i collezionisti? Bottura, lei e...

«Vari collezionisti, una quindicina. Anche di Sassuolo, Carpi, San Giovanni in Persiceto con opere da capogiro. E ci sono alcuni che non hanno mai comprato un quadro da me».

Quando si farà?

«Il 12 settembre se si fa in tempo a installare il pavimento della Manifattura».

Chi dovrebbe sostenerla?

«Il Comune e la Regione».

Quanto si spende?

«Dicono - le voci le sento anch’io... - 700mila euro. Cavolate... Per quanto riguarda le mie opere, il trasporto lo pago io, e pure le foto».

La mostra non costerebbe, quindi, la cifra che viene sbandierata?

«Assolutamente. Nemmeno a pensarci. Ha i costi di una buona mostra, limitati al minimo indispensabile: assicurazione, trasporto dei quadri e sculture dei collezionisti, 50 mila dollari per il critico americano, il grafico che fa il catalogo, la galleria che non è del Comune. È più che normale. Credo che sia la mostra, pur straordinaria, che costi meno al mondo. Mi trovino un curatore che sia critico di caratura mondiale, capace di tenere conferenze nelle università di tutto il mondo. Ha scritto decine di libri. Farà il testo critico, curerà il libro e l'allestimento della mostra».

Perché lei finisce sotto tiro con Bottura, avete creato un “ticket”?

«Ma quale “ticket” con Bottura... Apprezzo Bottura per il suo lavoro. Per la sua attività, ha comprato quadri in giro per il mondo. Se sono degni di essere messi in mostra... Non li scelgo io, ma Milazzo. Non ci metto parola, se hanno bisogno, cerco di dare un aiuto. Presto delle sculture, così ci si può rendere conto di un arredo urbano di un certo livello».

Da chi è organizzata la mostra?

«Dall'assessorato alla Cultura e dalla Galleria Civica che fa una manifestazione d'eccellenza. Sarà una cosa educativa per la città... Ma certi giornali si rendono conto di ciò che scrivono?».

E qualche nome degli artisti partecipanti?

«Alex Katz, Quintavalle, De Dominicis, Schifano, Cucchi, Boetti, Chia... e il modenese Franco Vaccari. Artisti che hanno un curriculum particolare: Documenta di Kassel, Biennale di Venezia... ».

Quindi si va avanti?

«Se vogliono che non ci sia, me lo dicano subito. Ho solo da guadagnare in serenità, tranquillità e denaro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google