Piscina, il Comune sicuro: «Il costo è sopportabile»
Paullo. La giunta ha illustrato in Consiglio il piano di finanziamento dell’impianto Investimento di 3,5 milioni. Maggioranza divisa sul no al Ttip proposto da Gianelli
PAVULLO. Costerà circa 3 milioni e mezzo al Comune di Pavullo la nuova piscina che sostituirà il vecchio impianto al coperto chiuso dal maggio 2011. Il piano di finanziamento è stato illustrato giovedì sera al termine di un maxi Consiglio di quasi quattro ore in risposta all'interpellanza presentata da Giuseppe Melchiorri del Gruppo misto. I numeri sono stati forniti dallo stesso sindaco Romano Canovi, che ha spiegato la ripartizione dell'investimento: entro il 31 dicembre 2015 verranno corrisposti 990mila euro, 1.100.000 a fine 2016, 660mila euro entro giugno 2017, 110mila in chiusura 2017, 330mila entro il 2018, 220mila entro il 31 dicembre 2019 e gli ultimi 139.700 al termine del 2020. Ci sarà un milione di contributo da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il resto sarà coperto dal Comune con risorse proprie e un mutuo da un altro milione. Melchiorri si è detto soddisfatto della precisione del quadro fornito, “ma preoccupato per un impegno di spesa che contempla anche 65mila euro di contributi annui di gestione e condizionerà i bilanci fino al 2020”. «Dispiace che vi dispiaccia la realizzazione del progetto piscina – ha ribattuto Canovi – che per noi è un'opera fondamentale. Prima di avventuraci in quest'impresa abbiamo fatto bene i calcoli per rispetto dei cittadini e la tenuta del bilancio, assicurando piena compatibilità di spesa in questo arco di anni». Ma all'interno della seduta fiume è stata particolarmente sentita anche la discussione sulla risoluzione presentata da Fausto Gianelli (Unione a Sinistra) che ha portato anche Pavullo a esprimersi sul Ttip, il nuovo trattato che regolerà i rapporti commerciali Usa-Ue che, eliminando le barriere non tariffarie, prevede anche la possibilità per le multinazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc, governi nazionali e le autorità locali qualora le società subissero perdite in seguito a decisioni di governo. Una dinamica giudicata lesiva sia del potere democratico sovrano che delle piccole imprese per Gianelli, che ha trovato sponda nell'opposizione (Biolchini, Melchiorri, Venturelli, Cintori e Bernardoni) e in alcuni consiglieri di maggioranza (Ferrari, Casolari e Scarabelli) che hanno votato in difformità rispetto ai gruppi, facendo quindi passare la risoluzione con 9 sì e 6 astensioni. «Siamo soddisfatti di quest'esito – ha commentato Gianelli – che mette al centro la difesa della sovranità e degli interessi della nostra comunità e delle piccole imprese». Bocciata a Modena, una simile risoluzione è finora passata solo a Vignola, Savignano e Prignano. (d.m.)
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