Processo per Casa Giacomone iniziato l’esame degli imputati
SERRAMAZZONI. È iniziato l'esame degli imputati nel processo sui fatti di Casa Giacomone (o Ca' Bertè) teatro di uno dei più discussi interventi urbanistici del territorio, che ha condotto all'abbassa...
SERRAMAZZONI. È iniziato l'esame degli imputati nel processo sui fatti di Casa Giacomone (o Ca' Bertè) teatro di uno dei più discussi interventi urbanistici del territorio, che ha condotto all'abbassamento del crinale della montagna. Per quanto accaduto sono imputati l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, la sua collaboratrice Enrichetta Giacobazzi, il geometra comunale Daniele Gorrieri e sul fronte privato gli ingegneri Adriano Vandelli (progettista) e Alessandro Giovannini (committente), entrambi soci Cooprocon, società però estranea al caso. Tutti in aula anche giovedì, a parte la Giacobazzi, alla ripresa del dibattimento, che si è svolto di fronte a un uditorio in cui era presente anche una delegazione di Libera “per una questione di coscienza civica e necessità di assistere a una ricostruzione diretta dei fatti, a memoria storica” come hanno fatto notare i presenti. In apertura c'è stato il controesame dell'architetto Galavotti da parte della difesa, poi Vandelli ha fatto la sua deposizione in cui ha ricostruito la vicenda iniziata nel 2005, quando gli fu conferita la progettazione del “fatidico” piano 23. All'inizio, è tornato sull'errore di 28mila metri, sottolineando le disposizioni messe in atto per limitarlo anche alla luce delle misure esatte contenute nel computo metrico estimativo, documento per cui il pm Marco Imperato si è però opposto all'acquisizione finché non ne verrà fornita copia certificata e non d'ufficio, perché finora mancava agli atti. Di fronte a domanda esplicita del suo avvocato Luca Pastorelli, è entrato poi nel merito dell'aspetto più spettacolare della vicenda, l'abbassamento del crinale per la realizzazione della strada. «Nel luogo - ha ricordato - c'era già una viabilità ad uso pubblico, che conduceva ad alcune case rimanendo sul crinale. In quest'intervento è stata prevista la realizzazione di un tratto in trincea, cioè con l'abbassamento di un metro della sede stradale, proprio per una questione di riduzione dell'impatto, perché in questo modo la strada poteva essere vista solo da una quota altimetrica superiore. Dallo stesso livello o da giù, non ci sarebbe stato impatto visivo: è la prima volta a Serra che si è fatta un'operazione del genere, sul resto del crinale non c'è stata quest'accortezza che dimostra attenzione paesaggistica e ambientale». L'esame proseguirà il 23 luglio. Intanto, il Comune quale parte civile ha depositato attraverso l'avvocato Andrea Mattioli una memoria con numerosi allegati. (d.m.)
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