Al Nevada c’è la musica e scopri il “bibliobar”
Le serate fra amici con le chitarre e una piccola biblioteca con i libri dei clienti che li lasciano per gli scambi e per avere nuove opportunità di lettura
Entri e potrebbe sembrare un piccolo bar come tanti altri. Fai tre passi, ti inoltri fra i tavolini all’interno e appare la peculiarità inconfondibile che contraddistingue il Bar Nevada di via Vaciglio Centro da qualsiasi altro esercizio del settore. Si nota una parete arredata con scaffali colmi di libri di ogni genere: una piccola biblioteca ricca di romanzi, saggi, fumetti, gialli, qualche vecchia rivista. E il “Nevada” diventa il “bibliobar” che Giuseppe Vecchione e la figlia Giorgia hanno lanciato da pochi mesi per assecondare una richiesta della clientela della zona, che aveva individuato il bar non soltanto come ritrovo per una chiacchierata con gli amici e i conoscenti ma anche per un luogo di scambio di libri, libretti e riviste.
«L’idea è nata così, notando questa abitudine che si stava diffondendo fra amici e clienti», dice Giuseppe Vecchione, 53enne di origini avellinesi che per anni ha vissuto a Carpi lavorando nel settore della maglieria e da poco tempo si è trasferito a Modena: «Da una quindicina d’anni - dice ancora Giuseppe - lavoro in bar e circoli e da un anno e mezzo ho rilevato con mia figlia questa attività che mi sta dando buone soddisfazioni. Il bar è aperto dalle 7 a mezzanotte, mi alterno con Giorgia e con la collaboratrice Alina, giovane ma esperta e molto brava, nel servizio ai clienti che sono tanti residenti della zona ma anche molti amici che soprattutto di sera si ritrovano, a volte pure per cantare o suonare la chitarra». La musica, grande passione di Giuseppe, è un altro elemento che soprattutto nelle serate attrae giovani con le chitarre o per il karaoke e il bar diventa un piccolo palco per esibirsi in compagnia.
Giuseppe rivela come è nato il “bibliobar”: «Mia figlia Giorgia, come me, legge parecchio e i libri qui al bar non sono mai mancati. Così abbiamo notato che stava prendendo piede l’abitudine di scambiarseli fra amici e clienti e a quel punto pochi mesi fa ho pensato di allestire la piccola biblioteca sfruttando un’ampia parete del bar. Ritrovandosi i libri davanti al naso molti, dopo avere esaurito la lettura dei quotidiani, che è un’abitudine più che altro della mattinata, hanno cominciato a leggerli e a portarne qualcuno usato da mettere a disposizione. Tutti quelli che vedete sono per il novanta per cento lasciati da clienti che dopo averli letti li riportano. Mi capita anche di vedere il papà che arriva con il bimbo e si mette a leggere qualche pagina di un libro mentre il piccolo guarda i fumetti. Ecco, così è nato il “bibliobar” e credo sia una cosa rara, forse unica a Modena».
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