Bottura: «Grande arte a Modena»
«Credetemi l’evento in arrivo alla Manifattura sarà di portata internazionale»
MODENA. «Sarà una grande mostra con tanti capolavori d'arte contemporanea conservati a Modena e nelle altri città modenesi, opere di artisti famosissimi mai viste: ci sarà ad esempio un incredibile Alighiero Boetti di 6 metri per 6 di ampiezza». Massimo Bottura è un fiume in piena e, come suo solito, ci mette tanto entusiasmo nel raccontare l'ultimo progetto: creare a Modena, a settembre alla Manifattura Tabacchi, come spiegava nell'edizione di ieri della Gazzetta il gallerista Emilio Mazzoli, una grande mostra per raccontare l'alto collezionismo contemporaneo nato negli ultimi decenni sotto la Ghirlandina. A fungere da "comunicatori" a livello planetario di questa iniziativa - che molti in privato hanno iniziato a criticare prima di conoscerne gli esatti contenuti - sono proprio i due volti più noti dell'eccellenza culturale modenese, appunto Mazzoli e lo chef pluristellato della Francescana. A quanto pare si sta mettendo insieme una sfilata di opere importanti degli artisti della Transavanguardia nata a Modena a fine anni Settanta, come Enzo Cucchi e Sandro Chia, ma anche altro di grandi autori come Mario Schifano, Gino de Dominicis, Jean-Michel Basquiat e il re dei graffitari Keith Haring. Tutti lavori ben conservati in tante case modenesi, mai resi noti al pubblico. A consigliare tanti dei collezionisti che presteranno le proprie opere è stato appunto Mazzoli che ora sta collaborando alla nascita della rassegna che dunque diventa anche un omaggio a questo gallerista modenese dalla storia importante. A parte la Transavanguardia fondata da Mazzoli insieme al critico Achille Bonito Oliva forse tanti non sanno che proprio grazie al gallerista un po' burbero con sede in via Nazario Sauro ebbe rapporti con Modena, ancora quasi sconosciuto, un campione del contemporaneo come lo scomparso Basquiat. Un artista i cui dipinti oggi sono venduti a decine di milioni di euro che in Europa venne esposto per la prima volta da Mazzoli a Modena: come racconta il critico Phoebe Hoban nel volume "Basquiat. Vita lucente e breve di un genio dell'arte" fu il pittore Chia a indirizzare Mazzoli, a New York, verso il giovane artista scomparso nel 1988. Il pittore venne a Modena e Mazzoli gli fece realizzare tanti disegni e dipinti che, si spera, saranno visibili alla mostra della Manifattura Tabacchi che dovrebbe aprire a metà settembre. In città ormai da settimane ci sono "mugugni", dettati probabilmente da invidie visto che a quanto pare l'evento costerà 750mila euro forniti quasi per intero dagli enti pubblici. A occuparsi dell'iniziativa pare sarà la Galleria Civica - da sei mesi senza un direttore - anche se l'ex responsabile Marco Pierini ha escluso con decisione un suo coinvolgimento dopo le polemiche con il sindaco Muzzarelli sulle iniziative alla Palazzina Vigarani. La mostra, per un compenso di 50mila euro, dovrebbe essere inaffti curata da Richard Milazzo, critico e poeta già in rapporti di lavoro con Mazzoli. Molte delle critiche o invidie, raccontate per la prima volta alcuni giorni fa dal sito specializzato "Arttribune", che si stanno levando in città sono dettate probabilmente dal fatto che nell'anno dell'Expo sono tanti a non avere denari per le iniziative slegate dall'Esposizione Universale. Mentre questa rassegna, inevitabilmente, favorirà la notorietà di collezioni comunque importanti attraverso fondi pubblici. Una soluzione potrebbe essere quella di conoscere la proprietà delle opere esposte. In modo che ogni cittadino possa poi giudicare liberamente. Stefano Luppi
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