L'ex assessore Marino: «Con Cpl non si parlò di appalti»
L'inchiesta arriva all'acquisto del Modena Calcio da parte della coop. L'amministratore di allora spiega il ruolo della giunta di Modena nel passaggio del club da Amadei a Casari
CONCORDIA. «Non si parlò mai di appalti». Antonino Marino tiene a puntualizzarlo. Nella complicata fase di transizione che traghettò il Modena Calcio nelle braccia della Cpl di Roberto Casari – al centro, ora, di un nuovo filone dell’inchiesta sulla cooperativa di Concordia - l’amministrazione si impegnò solo per il salvataggio della squadra.
«Il nostro compito – spiega infatti l’ex assessore allo Sport del Comune di Modena - fu quello di mettere attorno ad un tavolo due soggetti privati». Come, peraltro, «sta avvenendo anche in queste ore per la pallavolo» - il riferimento è all’intervento della Giunta Muzzarelli nella fase di transizione del Modena Volley. In sostanza un ruolo meramente istituzionale per avviare una trattativa in cui si parlò soltanto di calcio.
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Siamo nel giugno del 2009. Il Modena Calcio è reduce da una stagione difficile, chiusa con un’insperata salvezza all’ultimo minuto, e l’allora patron Romano Amadei è ormai sulla porta. Ha annunciato da tempo la fine della sua avventura sportiva e non ha alcuna intenzione di iscrivere la squadra alla stagione successiva.
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«La società rischiava di fallire», ricorda Marino. Si affacciano diversi interlocutori, ma le trattative non sembrano andare a buon fine. La Cpl è già dentro come sponsor, e, «di fronte ad un suo interessamento, sperammo salvasse il Modena con Amadei».
Lo stesso Casari, ora agli arresti domiciliari in seguito allo scandalo ischitano, nel 2009 spiegava che «interpellati dal Comune, abbiamo dato la nostra disponibilità».
Ne segue una trattativa travagliata con strascichi polemici. Alla fine, comunque, l’accordo tra il presidente della Cpl e l’ormai ex patron Amadei viene firmato, alla presenza dell’allora sindaco Pighi e dello stesso Marino – come riportano le cronache di allora. È l’inizio di una scalata graduale alla società. La cooperativa diventa main sponsor del club e, nel gennaio 2011, ne assume la quota di maggioranza, assieme ad altri imprenditori modenesi riuniti sotto il cappello di “Ghirlandina Sport”. Non sono anni particolarmente fortunati: i rapporti tra Cpl e Comune si fanno tesi, la squadra non ottiene i risultati sperati, all’interno della stessa coop di Concordia qualcuno si lamenta per le spese ingenti.
Nell'estate del 2012 la svolta. Casari vende la maggioranza all’Acgf di Stefano Commini – e quindi indirettamente ad Antonio Caliendo, l’attuale presidente – e piano piano si defilano tutti i soci di “Ghirlandina Sport”. La Cpl, però, è ancora in scena. Maurizio Rinaldi – di recente arrestato insieme a Casari – rimane presidente della società fino a fine anno, quando gli subentra un altro uomo vicino alla Cooperativa, l’avvocato Pierluigi Grana. La rottura definitiva arriverà solo nella primavera del 2014, quando Caliendo ottiene il controllo sul 98% del club. Da allora la Cpl non detiene più quote societarie del Modena Calcio, a cui rimarrà comunque legata per almeno altri due anni da un contratto di sponsorizzazione.
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