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Disfida tutta da gustare: qual è il miglior Borlengo?

Disfida tutta da gustare: qual è il miglior Borlengo?

Da oggi il tagliando per votare una delle specialità più antiche della tradizione Un volume con storia e immagini, edito da Artestampa, viene presentato all’Expo

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Dopo la 45esima sagra di Guiglia, parte la “Disfida del Borlengo” durante la quale i lettoti della Gazzetta potranno esprimere la loro preferenza al “Miglior borlengo 2015” tra quelli che avranno potuto assaggiare durante tutta l’estate. La segnalazione del Borlengo migliore va fatta spedendo o recapitando il coupon debitamente compilato alla Gazzetta. Il tagliando verrà pubblicato ogni giorno da oggi al 10 settembre. A netà settembre verrà poi stilata una classifica con i più votati che saranno premiati con pergamene commemorative il prossimo ottobre in Camera di Commercio di Modena.

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Da oggi la parola passa ai lettori, che potranno premiare uno dei piatti più tipici della valle del Panaro. Specialità di confine tra le province di Modena e Bologna, il borlengo ha attraversato molti secoli per giungere sino a noi sostanzialmente invariato, protagonista di momenti conviviali in cui si celebra la semplicità e il piacere sempre attuale di condividere la mensa. Cibo povero per eccellenza, la sottile sfoglia croccante di acqua e farina cotta nientemeno che nel “sole”, tradizionale padella di rame stagnato, e pare che affondi le sue origini addirittura nella preistoria. Quel che è certo, è che sin dal Medioevo il borlengo è stato una pietanza tipica del carnevale, di cui conserva ancora, nel nome, un riferimento alla burla.

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“Un merletto delicato, un’ostia popolare” che negli ultimi anni ha vissuto una meritata riscoperta e sta divenendo cibo di tradizione e di cultura, difeso nella sua unicità e allo stesso tempo proposto in nuovi contesti di degustazione.

Dopo il recente ingresso nel paniere del marchio di “Tradizione e sapori di Modena”, il Borlengo è divenuto a pieno titolo un prodotto da tutelare, valorizzare e prima di tutto conoscere, “con l’obiettivo di trasmettere alle generazioni presenti e future il nostro patrimonio di saperi e di sapori”. Per questo la Confraternita del Gnocco d’Oro, fondata a Modena nel 2008, ha deciso di dedicare il 2015 alla ricerca e alla promozione della cultura del Borlengo, “una delle più antiche pietanze delle nostre colline, cibo povero ma di grande valore storico e sociale, frutto dell’ingegno contadino che combina ad arte le poche materie disponibili, trasformando i cibi di sostentamento in cibi di soddisfazione”.

Proprio sul Borlengo è stato pubblicato da Artestampa un volume di Luca Bonacini, con fotografie di Diego Poluzzi, sulla storia ed i luoghi del Borlengo, le ricette, i percorsi e, naturalmente, i locali, i ristoranti e le trattorie delle province di Modena e Bologna in cui viene servito il Borlengo. Volume che proprio oggi sarà presentato a Milano all’Expo. All’iniziativa partecipano anche Martina Mangia, Giulia Vellani e Laura Solieri autrici delle interviste ai “maestri borlengai”, e una delegazione della Pro Loco di Guiglia..

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