Gazzetta di Modena

Modena

POLIZIA E TERRORISMO

Moschee e web: controlli costanti

Il monitoraggio della Digos nella settima provincia per islamici

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Nessun caso eclatante, nessun pericolo, ma un monitoraggio costante. Il lavoro della Digos di Modena prosegue senza sosta per verificare la presenza di possibili jihadisti ed estremisti islamici anche sul territorio di Modena. Nolo solo modenesi convertii all’islam salafita, come Fabio Esposti, il modenese residente nel Mantovano ora combattente con l’Isis in un Paese arabo (probabilmente la Libia).

Lo ha confermato ieri mattina la dottoressa Valeria Cesarale, a capo della sezione modenese.

Da mesi prosegue con la massima discrezione la verifica in tutti i luoghi frequentati da musulmani in città e in provincia. Senza dimenticare che siamo la settima provincia in Italia per numero di islamici residenti.

«Non solo centri islamici e moschee - spiega la dirigente - ma anche locali di ritrovo».

Gli agenti verificano le identità e i documenti cercando di capire se ci sono persone sospette per collegamenti con gli ambienti più radicali o persino con frange terroristiche che tentano il reclutamento sul territorio italiano.

Il secondo ambito di attività invece riguarda anche i contenuti dei messaggi. Ed è il mondo di internet.

«Oggi i phone center non sono più i nostri luoghi di controllo privilegiato - spiega la dirigente della Digos - anche perché stanno scomparendo. Tanti immigrati usano computer e smart phone propri».

In questo caso i controlli procedono sui messaggi postati nei social network.

Finora dalle indagini non sarebbero emerse situazioni tali da indurre all’allarme.

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