“Posta consegnata”, ma non è vero
Sindacati segnalano una pratica non consentita in occasione dello sciopero
Lo sciopero regionale dei dipendenti delle Poste ha lasciato una scia di accuse che, se confermate, potrebbero sollevare non poche polemiche.
Secondo un volantino sindacale firmato da Cgil e Uil , sarebbero state effettuate operazioni non consentite dal regolamento di Poste Italiane e a rimetterci sarebbero stati gli utenti.
Esiste un tipo di lettera denominata Evolution che possiede un codice a barre che deve essere letto con il palmare del portalettere al numero civico, prima di essere messo nella cassetta postale. Secondo alcuni lavoratori, dipendenti dell'azienda avrebbero prelevato queste lettere per poi “tracciarle” in un luogo diverso. Con questo trucco, chi spedisce è convinto che la lettera sia stata consegnata nel momento della tracciatura mentre il destinatario la riceve con notevole ritardo. «È una pratica usata spesso quando le zone sono scoperte», spiega un dipendente delle Poste.
«Da tempo assistiamo in Regione a richieste, nei Centri di Recapito, di coprire zone che restano senza postini anche al di fuori degli accordi sindacali – si legge nel volantino dei sindacati - Nelle assemblee scorse, in preparazione allo sciopero, lo abbiamo spiegato in tutti i modi come va fatta la consegna in caso di abbinamento».
L'azienda replica che queste mansioni vengono svolte volontariamente dai portalettere: cioè, sarebbero gli stessi postini ad accettare di consegnare la corrispondenza dei colleghi assenti. Ma questa spiegazione non convince i sindacati: «Le motivazioni che ci hanno portato a chiarire quanto accaduto sono chiare – prosegue la nota sindacale - Sappiamo benissimo come avviene la richiesta, cosi come conosciamo i ricatti velati a chi dice di no all'abbinamento al di fuori delle regole. Inoltre, in occasione dello sciopero si è di nuovo verificata la tracciatura di prodotto sottoposto a certificazione, tracciato dai preposti o fatto fare ai portalettere in servizio, e poi non consegnato. Per non parlare di ciò che è avvenuto in alcuni centri il giorno successivo: al portalettere non veniva comunicato nulla, ma solo al rientro gli veniva contestata dalla dirigenza la non consegna del prodotto nascosto nelle casse sotto le postazioni. Diffidiamo l'azienda, nell'eventualità di altri scioperi, di coprire le zone scoperte ed invitiamo tutti i portalettere ed il personale interno a rispettare gli accordi e i contratti, e a non prestarsi a tracciare prodotto che non viene consegnato».
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