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Super Anagrafe dei conti correnti

Super Anagrafe dei conti correnti

Serve al Fisco per individuare ipotesi di rischio e irregolarità riguardo le dichiarazioni del Modello Isee

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La Super Anagrafe dei conti correnti servirà al Fisco per effettuare una “analisi del rischio evasione” e determinare alcune voci della Dichiarazioni ISEE dei contribuenti per le prestazioni di welfare legate alle categorie di reddito più disagiate. Attenzione quindi ai cittadini che hanno usato in maniera "disinvolta" la dichiarazione ISEE per ottenere sconti sulle prestazioni sanitarie o per l'utilizzo di asili pubblici. Lo Stato sta affinando le armi anti-evasione, è auspicabile però che il Fisco proceda anche sulla linea delle semplificazioni in base alle quali si evita al contribuente di dover dichiarare tutto quanto è già noto all’Amministrazione Finanziaria, visto che tutto arriva già in automatico. La comunicazione annuale da parte di banche e intermediari finanziari alla Super Anagrafe di tutti i dati su conti e transazioni dei contribuenti, a partire da quelli relativi al conto corrente, prevede l'invio dei seguenti dati: saldo di inizio e fine anno, importo totale di addebiti e accrediti. Anche il garante della privacy ha affermato che si tratta di una norma, di rilevante importanza, che deve tutelare non solo la riservatezza ma anche il principio dell’onere della prova. La legge tutela infatti il contribuente dall’uso delle informazioni in sede di controllo fiscale e, da come è formulata la norma si evince che il Fisco potrà utilizzare i dati della Super Anagrafe a soli fini statistici e di elaborazione, per poi mettere a punto efficienti meccanismi anti-evasione, non applicabili dunque ai singoli controlli sui contribuenti. Il contribuente non potrà essere oggetto di provvedimenti di accertamento basati sui dati bancari inviati mediante tale procedura, anche perché per potere avere le prove di una evasione non è sufficiente essere in possesso del saldo di inizio e fine anno e del totale delle entrate e delle uscite. Per accertare redditi occulti il Fisco dovrà quindi ottenere tutto l'estratto conto bancario e andare a verificare ed eventualmente chiedere spiegazioni in merito ai singoli movimenti. Ci si domanda comunque a cosa possano servire le statistiche generali per combattere l'evasione e a cosa possano servire una valanga di dati nel cervellone dell'amministrazione finanziaria. A parere di chi scrive, l'utilizzo indiscriminato di dati può essere deleterio anche ai fini statistici. Molto più rilevante e importante risulta il fatto che l'amministrazione può in ogni momento richiedere agli istituti bancari i dati specifici di ogni singolo conto corrente e in tal senso procedere ad accertare i redditi. Questo strumento, invasivo ma alle volte necessario, è già da tempo nelle mani dell'amministrazione stessa.

La seconda novità delle norme antievasione 2015 invece riguarda l’Isee. La riforma del Riccometro prevede fra l’altro che il contribuente inserisca nella DSU (Dichiarazione Sostituiva Unica) le informazioni relative alla giacenza media del conto corrente, dato non facilissimo da rilevare (il calcolo si effettua a partire dall’estratto conto): per andare incontro al cittadino, un accordo con ABI e Poste Italiane permetterà per il 2015 di ottenere l’informazione allo sportello, speriamo senza un aggravio di code per il cittadino. Dal 2016 il dato, si spera, non dovrebbe essere più necessaria in quanto l’Inps (che calcola l’ISEE) potrà ottenerlo all’Agenzia delle Entrate.

Giorgio Guandalini

dottore commercialista

revisore contabile

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