Avis, migliaia di modenesi salvano vite con semplici gesti
La nostra provincia vanta da anni un primato di partecipazione per quanto riguarda le donazioni Le procedure, le quantità, i controlli, la necessità di coinvolgere un maggior numero si persone
L'associazione volontari italiani sangue, meglio conosciuta come Avis è una delle associazioni di volontariato più attive sul territorio nazionale anche per quanto riguarda Modena e provincia. Una realtà che negli anni è cresciuta arrivando ad avere una cinquantina di punti di raccolta sangue, oltre 30mila donatori e con 53mila unità di sangue che vengono raccolte e donate all'anno. Questi sono solo alcuni dei dati che si possono contare nella provincia modenese in merito ad un'associazione che offre un servizio unico ed importantissimo: la donazione della vita. È proprio così che l'ha definito anche il Presidente dell'Avis provinciale, Maurizio Pirazzoli : «Sappiamo tutti che il sangue è stato inserito tra i dieci farmaci salvavita ed è davvero così per questo il lavoro dell'avis è unico ed essenziale». Pirazzoli racconta anche come si svolge la donazione e soprattutto chi può donare : «Tutti possono donare, basta avere tra i 18 e i 60 anni di età, venire presso una delle nostre sedi ed effettuare subito le analisi del sangue». Dopodiché, passate due settimane, si viene richiamati per un primo colloquio con un medico incaricato di analizzare i risultati delle analisi effettuate a cui segue, previa idoneità delle analisi, la visita medica con elettrocardiogramma e poi un questionario conoscitivo sulle abitudine e passato del possibile donatore. «A questo punto - aggiunge Pirazzoli - se tutto va bene si può procedere con la donazione, la persona riceve la tessera del donatore ed è a tutti gli effetti un donatore dell'Avis».
Ma cosa significa essere donatori? Significa che ogni sei mesi (per le donne) e ogni tre mesi (per gli uomini) si viene a fare una donazione di circa 450 gr di sangue intero che corrisponde ad una sacca di sangue e fino a sei volte all'anno per chi effettua la plasmaferesi, ovvero la donazione del plasma. Le donazioni si svolgono prevalentemente di mattina, con personale qualificato ed infermieri che coordinano il lavoro di prelievo. «Ci teniamo molto alla formazione e alla professionalità dei nostri volontari - aggiunge Pirazzoli - che svolgono corsi di formazione e lavorano costantemente al fianco di infermieri esperti».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11545576:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/06/02/news/ci-sono-28mila-470-donatori-modenesi-ma-ne-servono-ancora-1.11545576]]
Dopo la donazione l'Avis mette a disposizione anche una piccola colazione, sempre sotto la guida dei volontari, una grande famiglia come li definisce Pirazzoli :«Siamo affiatati e volenterosi, chi decide di far parte dell'Avis lo fa perché vuole salvare delle vite e dare un apporto significativo a tante persone».
Dopo l'avvenuta donazione, le sacche di sangue vengono catalogate ed insieme ad altre provette di sangue sempre appartenenti al donatore, vengono trasportate al centro trasfusionale che si trova all'interno del Policlinico di Modena. «In sala prelievi tutto viene sempre monitorato e controllato - spiega Mauro Maurantonio, responsabile unità di raccolta dell'avis provinciale di Modena - e il personale sanitario è affiancato dai volontari che si occupano di aspetti non sanitari. E' un lavoro che richiede precisione e serietà». Maurantonio spiega anche cosa avviene dopo il trasporto delle sacche al Policlinico : «Quando il sangue arriva al centro trasfusionale la competenza passa dall'Avis ai medici trasfusionisti del Policlinico che attraverso le loro competenze affiancati dagli infermieri del centro si occupano di catalogare e e controllare ulteriormente che il sangue sia idoneo e soprattutto sano».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11545610:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/06/02/news/dal-donatore-al-paziente-ecco-il-percorso-del-sangue-1.11545610]]
Ma fra i compiti dell'Avis c'è anche quello di avere dei volontari "attivi", l'altra faccia della medaglia come spiega il direttore amministrativo Roberto Mantovani .«C'è un grande lavoro da parte dei volontari che sono l'altra parte, quelli che per svariati motivi non possono e non riescono a donare e allora si danno al volontariato in sede e fuori». Infatti l'Avis propone attraverso bancarelle, presenza nel sociale, nelle fiere e ad eventi le loro attività promozionali per avvicinare le persone all'associazione e far conoscere più da vicino che cos'è e di cosa si occupa. «E' molto importante - spiega Pirazzoli - che la gente sappia di cosa ci occupiamo e soprattutto che venga a conoscenza dell'importanza di far parte dell'Avis che sul nostro territorio fa davvero la differenza».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11545599:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/06/02/news/puoi-aiutare-gli-altri-quasi-sotto-casa-1.11545599]]
Fra le persone che l'Avis cerca di avvicinare ci sono anche i giovani, che a Modena e provincia partecipano attivamente e si interessano parecchio all'associazione, come racconta Mantovani :«Facciamo tante iniziative nelle scuole per sensibilizzare i giovani e la risposta c'è: a Modena sono 447 i ragazzi iscritti mentre nella provincia 250, è un buon numero ma speriamo che possa crescere negli anni». Ma l'attività dell'associazione coinvolge anche i più piccoli attraverso iniziative ludiche per far comprendere ai bambini il significato e l'importanza del sangue per il nostro organismo e per quest'anno è in arrivo anche il diario personalizzato, che verrà consegnato alle classi quarte e quinte delle scuole di Modena. «Si tratta di un diario - conclude Mantovani - dove all'interno ci sono i disegni dei bambini che sono stati fatta riguardo l'Avis e con tante spiegazioni facilitate sul sangue».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
