Quel gran concerto di campane
A Fontanaluccia il raduno di decine di maestri da Emilia e Toscana
FRASSINORO. È andato molto bene il raduno dei campanari che domenica ha visto accorrere a Fontanaluccia decine di maestri emiliani e toscani di quest'arte antica che con lo stile dei diversi gruppi hanno fatto risuonare per tutto il giorno l'antica torre custode di campane fabbricate nel 1896 con una caratteristica timbrica unica. E tante sono state le persone accorse per l'occasione, al punto che si sta pensando di renderla una sorta di rassegna annuale preziosa anche per valorizzare il patrimonio storico e artistico locale. L'evento, unico nel suo genere, ha favorito la conoscenza reciproca tra i diversi gruppi e lo scambio di tecnica campanara, dando il via a una collaborazione che porterà il gruppo di Fontanaluccia (fatto anche di giovani promesse come il 18enne Nicola Gigli) ad esibirsi a raduni regionali e nazionali. L'iniziativa ha visto la presenza, oltre che del sindaco Elio Pierazzi e del collega di Fosciandora (Lucca) Moreno Lunardi, del pisano Giuseppe Bernini, ispettore nazionale di campane e campanili. «Siamo stati molto contenti della riuscita - osserva l'organizzatrice Tilde Bimbi – si è creato un bellissimo momento di comunità sia alla mattina, prima della funzione religiosa, che nel pomeriggio, dove ci si è anche divertiti molto assaporando le diverse peculiarità dei gruppi. E si è creato un prezioso ponte culturale con la Valle del Serchio per la valorizzazione del territorio».
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