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Roberto: «Noi, società segreta del bene»

Roberto: «Noi, società segreta del bene»

Roberto Vaccari, pensionato 65 anni ha effettuato negli anni ben 128 donazioni, diventando uno dei donatori più "anziani" dell'associazione. «Ho cominciato a donare il sangue appena tornato dal...

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Roberto Vaccari, pensionato 65 anni ha effettuato negli anni ben 128 donazioni, diventando uno dei donatori più "anziani" dell'associazione. «Ho cominciato a donare il sangue appena tornato dal servizio militare, quando ancora cercavo un lavoro e tentavo di capire cosa aspettarmi dalla vita. In quel periodo, poco più che ventenne, conobbi Emo Valenti, un modenese dirigente dell'Avis dell'età di mio padre, un uomo indimenticabile, la cui etica sembrava fatta su misura per i giovani come me. A quei tempi,anni settanta, era in atto la guerra del Vietnam, e in Italia si raccoglievano biciclette, medicinali e sacche di sangue da inviare laggiù. Donare il sangue divenne un modo per far parte della comunità nazionale, per dare anonimamente ciò che possedevo di meglio, la mia salute, a chi invece non l'aveva. Così, nel corso dei decenni è diventata una abitudine irrinunciabile e ad oggi lo posso dire: far parte dell'Avis è come appartenere a una specie di "società segreta del bene”, dove il tuo nome non viene mai fatto, dove incontri gente che non conosci, , ma con cui senti di essere legato da qualcosa di fortissimo e di inesprimibile che è il senso del bene comune. Non è poco!» (s.f.)

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