Tragedia aerea: gli amici sono sconvolti
«Venerdì l’ultimo allenamento nel cielo di Sassuolo. Luigi bravo a portare il velivolo in mare e evitare morti in spiaggia»
Erano stati all'aviosuperficie di Sassuolo ad allenarsi venerdì scorso Marco Ricci e Luigi Franceschetti, insieme agli altri due ragazzi del team Quei bravi ragazzi (Qbr) che si apprestava a partire per Tortoreto e a esibirsi davanti alla spiaggia.
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Si erano fermati a pranzo al ristorante dell'aeroporto sassolese, avevano raccontato del loro impegno e scambiato un po' di chiacchiere con i presenti. All'Aeroclub sassolese il team capitava spesso e soprattutto nell'ultimo periodo lo aveva scelto come sede di allenamento: «Era una questione puramente pratica – spiega il presidente dell'aeroclub Gianluca Vincenzi – perchè tre erano toscani, uno bresciano e Sassuolo era un giusto compromesso a metà strada. Arrivavano qui con il loro aereo, li guardavamo esibirsi, anche se spesso lo facevano nei giorni infrasettimanali, quando lo spazio è ancora più libero». Ci sono decine di aviosuperfici anche solo nella nostra zona, ma Sassuolo è meta di molti piloti, «perchè ha una pista di mille metri, una struttura ben attrezzata e un ristorante funzionante. Quella degli appassionati di volo aereo è un po' una famiglia, ci si incontra, ci si conosce, si frequentano vari club come altri fanno magari in auto. Oggi vado a trovare gli amici di Sassuolo... funziona così». Appena si è sparsa la notizia dell'incidente, all'Aeroclub hanno subito capito: «Sapevamo del loro impegno – spiega Vincenzi – e abbiamo immaginato che fossero loro, ci siamo attaccati alla tv, abbiamo guardato i notiziari e visto quello che è capitato. Siamo molto dispiaciuti per Marco e Luigi, sono amici.
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Non si riuscirà mai a capire cosa è successo, possono esserci mille ipotesi, dal malore all'errore umano, a una folata di vento al guasto meccanico. In queste esibizioni i piloti sono in contatto fra loro e guidati da un allenatore a terra, se non è da loro che si dedurrà il motivo dell'incidente, non si saprà mai. Marco e stato sfortunato, mentre Luigi è stato molto bravo e guidare il velivolo all'ammaraggio, portandolo fra l'altro nell'acqua ed evitando la spiaggia. Non so quanto l'aereo fosse in grado di essere comandato, molto dipende dal funzionamento del motore, me è regola per un pilota evitare il più possibile le zone popolate.
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Fosse capitato sulla riva, rischiava di fare numerosi morti». Non si tratta infine, di “ultraleggeri” come molti notiziari li hanno definiti: «Erano aeromobili, aerei di aviazione generale, volano a 250 all'ora circa, la velocità che si presume avessero nel momento dell'incidente». Intorno all'aviosuperficie di Sassuolo gravitano un'ottantina di persone iscritte all'Aeroclub, altre due-trecento appassionate che vengono a vedere gli aerei in volo o le esibizioni, poi ci sono le giornate organizzate che richiamano tanta gente, come il prossimo avioraduno, in programma il 4 e 5 luglio, che magari sarà anche un'occasione per ricordare l'amico pilota scomparso.
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