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Doppia razzia da 50mila euro

Doppia razzia da 50mila euro

Spilamberto. Ladri nell’azienda agricola Zanarini di San Vito, si portano via costosi macchinari

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SPILAMBERTO. Cinquantamila euro di bottino, con il rischio di arrecare gravi danni alle serre dell’azienda.

E soprattutto due furti in sequenza, l’uno venerdì notte l’altro lunedì notte, perchè i ladri sono tornati a prendersi parti dell’impianto che ritenevano evidentemente necessarie per completare il colpo.

Così ieri mattina i titolari dell’azienda agricola Luciano Zanarini di San Vito, che impiega 25 addetti e si serve del lavoro di una cooperativa di braccianti con altre 40 persone, hanno nuovamente chiamato i carabinieri. Per avviare una indagine che dovrà appurare la responsabilità e i committenti di un furto che desta non poche preoccupazioni: «Da quest’anno - spiega Mauro Zanarini a nome dei famigliari - accanto ai campi aperti abbiamo allestito una serra di circa 6.000 metri quadrati, che proprio in questi giorni va in produzione con pomodori e altre primizie. Nella notte di sabato sono venuti e hanno staccato, rubandola, la costosa centralina che governa l’irrigazione automatica, necessaria alla stessa produzione. Abbiamo allestito un’irrigazione provvisoria. Neppure il tempo di riflettere che l’altra notte sono tornati, rubando altra attrezzatura dell’impianto».

L’azienda ha nuovamente rimediato, evitando di compromettere la produzione, dal momento che tra i suoi clienti ci sono importanti distributori: «Ovviamente dovremo accentuare la vigilanza, anche se il sospetto è che si tratti di un furto su commissione, per la particolarità dell’impianto, commesso dalla “manovalanza” che si occupa di queste razzie».

L’azienda Zanarini era stata colpita anche in passato, ma non in questi termini: «Nel 2012 una banda di albanesi, poi individuati, ci rubarono un trattore. Furono sorpresi mentre caricavano questa e altra refurtiva su un tir diretto in Albania. Li hanno subito liberati e l’anno dopo, con la stesa tecnica, quel trattore ci è stato rubato di nuovo. Chi sia stato questa volta speriamo lo accertino le indagini. Certo che i cittadini devono essere informati della situazione che stiamo vivendo, noi ed altri».

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