Gazzetta di Modena

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«La nuova piazza Menotti con le idee dei fioranesi»

di Gabriele Bassanetti
«La nuova piazza Menotti con le idee dei fioranesi»

Il sindaco Francesco Tosi annuncia l’apertura di un concorso pubblico I ritocchi, dopo la controversa ristrutturazione della giunta Pistoni, entro il 2015

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FIORANO. «Entro la fine del 2015 faremo dei ritocchi a questa piazza. E presto bandiremo in proposito un concorso di idee». Ha scelto il palco del Maggio fioranese nell’ultimo sabato di festa, il sindaco Francesco Tosi, per dare un annuncio non certo atteso ma invocato da tempo da parte di molti fioranesi. Per quanto piazza Menotti nella sua ultima versione ristrutturata e inaugurata da Claudio Pistoni nel suo primo mandato, possa piacere, di malcontento ce n’è ancora tanto.

Non ci sono per ora molte altre notizie su quello che accadrà alla piazza, anche perché saranno i cittadini i primi a dare i loro suggerimenti. «A breve - ha spiegato il sindaco - indiremo un concorso di idee per i possibili miglioramenti alla piazza e ascolteremo la voce dei fioranesi in proposito».

Sono comunque annunciati “ritocchi” il che significa che difficilmente si tornerà, come qualcuno ancora auspica, ai parcheggi nella zona centrale. Piazza Menotti è stata pedonalizzata oltre dieci anni fa, quando si è scelto di ristrutturarla, eliminando l’asfalto e mettendo il selciato, spostando il monumento ai caduti dalla sua sede precedente, aprendo una strada alle spalle della piazza dove prima non c’era e modificando non solo la piazza ma tutta la viabilità circostante, gli spazi di parcheggio e perfino il senso di marcia di via Veneto.

Una serie di modifiche che alcuni fioranesi hanno gradito, altri non hanno mai mandato giù. Pochi giorni fa Giusy Ramini, del Movimento 5 Stelle, raccoglieva la protesta di altri cittadini sulla desertificazione del centro. Sono in molti ad attribuirla alle caratteristiche della piazza, ai pochi posti auto, all’attraversamento degli autobus e all’inversione del senso di marcia in via Veneto. Altrettanti sostengono il contrario. Negli anni scorsi l'amministrazione comunale ha sposato questa seconda tesi, attribuendo la crisi del commercio locale soprattutto al proliferare di centri commerciali.

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