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LA PAGELLA VERDE/5

Londrina, una “palestra” in stile anglosassone

Londrina, una “palestra” in stile anglosassone

 Atmosfera all’inglese per un’area prevalentemente usata per lo sport I ragazzi del Guarini fanno ginnastica qui. Zona tranquilla ideale per i bimbi

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Un’area verde “british” dal nome carioca. Il parco Città di Londrina è una palestra a cielo aperto in tipico stile anglosassone. È nato nel 1996 per celebrare un gemellaggio tra Modena e il secondo centro più popoloso dello Stato del Paranà, in Brasile. Un’unione che l’anno prossimo raggiungerà i vent’anni e mai conclusa, nonostante una mozione presentata in Comune dopo il “caso Battisti”.

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Accediamo da via Monsignore della Valle, il più occidentale dei quattro varchi. Il primo elemento da cui si rimane colpiti è l’alto numero di sportivi presenti. In molti sono studenti che approfittano dell’ora di educazione fisica per correre, allenarsi o giocare in mezzo agli alberi. Ci sono anche ciclisti, corridori e pattinatori di ogni età, che approfittano della buona tenuta dei sentieri per tenersi in forma. Qualcuno ne approfitta per muoversi con il cane al guinzaglio, magari prima di portarlo in un’area a loro dedicato. Uno spazio molto ampio, specie se proporzionato a un parco di meno di 70mila metri quadri. Tuttavia, tale luogo è un “fantasma”, in quanto ancora non compare nella parte dedicata al verde pubblico sul sito istituzionale del Comune.

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I viali, molto alberati, sono accompagnati da numerosi lampioni. Al centro si trova un ampio tappeto verde, in cui non manca un percorso ginnico per gli amanti dello sport. Chi desidera può cimentarsi in sbarre e in altre attrezzature per poi trovare ristoro in una delle tante panchine presenti. Sono in legno e si trovano complessivamente in buono stato. Una parte del percorso, dall’altra parte dell’area verde, invece è stata staccata dal suo sostegno. Un segno di una presenza incivile che non sarà l’ultimo. Il gazebo più a oriente dei due costruiti nel parco presentava bottiglie rotte e lattine abbandonate. Il verde è ben tenuto nel senso di manutenzione ordinaria, ma non è raro trovare cartacce e altri rifiuti abbandonati. Un elemento purtroppo comune con altre aree pubbliche di Modena. Nel prato verde centrale mancano porte e altre attrezzature tradizionali. Un po’ come in tanti parchi inglesi, dove bastano quattro zaini per giocare a calcio, uno spago per giocare a pallavolo e così via. Il parco è anche un ritrovo per gli appassionati di nordic walking, specialità che sta trovando sempre più piede (e bastone) nella nostra città.

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I più piccoli hanno un’area giochi a loro dedicata. Ci sono due scivoli, di cui uno inserito in un percorso più ampio, altrettante altalene, una mezza dozzina di cavallucci e un girotondo. Uno spazio essenziale per bambini e bambine, mentre i più grandi possono avere forse più possibilità. Un altro elemento che risalta è legato al ristoro. Non c’è un bar all’interno e c’è una sola fontanella in tutta la superficie. Camminando verso sud ci dirigiamo verso l’accesso di via Corassori. Qui si trova una statua realizzata dallo scultore modenese Romano Buffagni. Un obelisco e tre figure geometriche in memoria della seconda guerra mondiale, costruiti per il cinquantesimo anniversario dal 1944. Nel 1994 il parco era stato concepito come un’entità unita al Ferrari. Due anni dopo la “dichiarazione d’indipendenza”.

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LA SCHEDA

Circa 7 ettari per un’area verde quasi ventennale. Il Città di Londrina è uno dei parchi più recenti. Ben 64.006 metri quadri della superficie complessiva sono di superficie tappeto. Si estende a sud del parco Ferrari, tra via Corassori, via Della Valle, via Tolomeo, strada S.Faustino e viale Italia. Quattro gli accessi: via Della Valle, San Faustino, viale Italia e via Corassori. L’unica area giochi è per bimbi tra 5 e 12 anni. Due gazebo con panchine e siepi e un’arginatura per separare dal traffico. Tra le attrezzature anche un percorso vita.

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