Via Bonacorsa, l’occupazione continua
Ieri giornata di socializzazione con il quartiere. I “residenti”: «È l’unica soluzione che abbiamo»
Prosegue e mette radici l’occupazione dello stabile di via Bonacorsa 20, avviata lo scorso fine settimana nel cuore della città.
Ieri mattina, con inizio intorno all'ora di pranzo, gli occupanti della palazzina hanno promosso una giornata aperta al quartiere con un pranzo popolare e laboratori pomeridiani dedicati ai bambini. Lo scopo era quello di far conoscere le motivazioni dell’occupazione; che va ricordato è comunque compiuta in violazione di quelle che sono le leggi sulla proprietà
Una cinquantina di persone si sono ritrovate a tavola per mangiare in compagnia e organizzare turni per la pulizia dello stabile e la raccolta di mobili regalati dalle famiglie del quartiere. La palazzina, di proprietà del Demanio, è suddivisa in appartamenti utilizzabili, ma è possibile notare le conseguenze di una decina d'anni di abbandono. «Stiamo lavorando duro al fine di migliorare l'ambiente, di renderlo abitabile, però mancano ancora molte cose». A spiegarci come si vive all'interno dell'edificio è Amin, giovane occupante dal passato molto difficile legato alla migrazione. Il ragazzo prosegue dicendo: «Ho molti amici ormai qui a Modena, quasi ogni giorno ricevo una telefonata per fare piccoli lavoretti, da traslochi a riparazioni, passando per assistenza ad anziani. Sono venuto in Emilia per sistemarmi, cambiare vita, ma la situazione negli ultimi anni è diventata veramente difficile per tutti. Sono entrato in contratto con questo percorso abitativo durante un volantinaggio. Durante la giornata facciamo dei turni di pulizia e altre attività. Se è giusto occupare? Al momento è l'unica soluzione». Oltre al ragazzo, ad abitare la casa ci sono anche padri di famiglia con molta esperienza alle spalle, per anni forza lavoro della penisola. Soprattutto dopo il sisma, la crisi ha picchiato duro, come ci spiega M., che ha lavorato per vent'anni in una fabbrica della provincia e si è ritrovato senza impiego dopo il terremoto. Modalità diverse ma stessa sorte anche per A., il quale ha perso il lavoro dopo una lunga malattia che lo ha reso quasi del tutto invalido. «Qui in città c'è un problema reale con la casa», sostengono in coro gli occupanti, «E la questione non può essere trattata come un problema di ordine pubblico». Andrea De Carlo
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