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Il nuovo vescovo di Modena Don Erio Castellucci
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Campane a festa per il vescovo Erio

di Davide Berti
Campane a festa per il vescovo Erio

Don Castellucci arriva da Forlì: dovrà essere ordinato, poi l’ingresso in città. Mons. Morandi: «Il lavoro non gli mancherà»

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Nel giorno in cui ricorre il ventisettesimo anniversario della visita in città di Papa Giovanni Paolo II - chissà che non sia un segno - Modena conosce il nome del suo nuovo vescovo: don Erio Castellucci. Una nomina a sorpresa quella fatta ieri da Papa Francesco, che scavalca le logiche dei favoriti della vigilia, e porta nella seconda diocesi della regione il sacerdote di Forlì, fino ad oggi alla guida della chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista.

Forlivese di nascita, 55 anni, teologo di fama, docente presso l’istituto forlivese di Scienze Religiose, è un parrocco molto noto per il suo legame con chi soffre, coi giovani, con le famiglie in difficoltà. Tante le sue avventure con gli scout, del quale è consulente, sportivo e persona stimata anche per la sua schiettezza, apprezzato per il suo legame con la realtà sociale da cui proviene. Sarà il 101esimo arcivescovo di Modena-Nonantola, e il suo ingresso in città avverrà a settembre, dopo l’ordinazione episcopale prevista invece a luglio.

La nomina è arrivata ieri alle 12 con una comunicazione ufficiale in Duomo da parte dell’amministratore diocesano monsignor Giacomo Morandi, che sta reggendo la Curia dopo la morte del vescovo Antonio Lanfranchi: «Desideriamo dirti il nostro grazie riconoscente e gioioso - ha detto Morandi - per aver accettato questo impegnativo servizio alla nostra Chiesa modenese-nonantolana! Già conosci la strada che conduce a Modena, perché tante volte, con la tua presenza e la tua parola sapiente e calorosa, ci hai accompagnato e sostenuto. Il lavoro, caro don Erio, non mancherà, ma vogliamo assicurarti fin d'ora il nostro affetto, la nostra collaborazione e soprattutto la nostra preghiera, perché tu possa essere per ciascuno di noi padre, che accompagna, sostiene, incoraggia e guida il nostro cammino! Aiutaci a riscoprire la gioia del Vangelo».

Dopo il saluto ufficiale, Morandi ha commentato a caldo: «Una grande preparazione teologica e grande qualità per la sua esperienza pastorale: una bella sintesi. Ci aspettiamo che porti tutta la freschezza e l’entusiasmo di questo nuovo incarico. Gli saremo vicino per aiutarlo nel suo ingresso a Modena, realtà grande e complessa. È molto bello ricordare anche il rapporto che monsignor Lanfranchi aveva con don Erio, so che c’era reciproca stima, venivano tutti e due dalla Romagna e si conoscevano bene: spero ci sia una bella continuità tra i due episcopati».

Contestualmente a Forlì è stato il vescovo modenese della diocesi, monsignor Lino Pizzi, a parlare ai presbiteri in seminario: «Oggi la nostra Chiesa gioisce ed esprime profonda gratitudine al Signore e al Santo Padre papa Francesco - ha affermato mons. Pizzi nel suo saluto - perché un suo figlio, un suo presbitero, è stato chiamato all'episcopato. Personalmente mi rallegro anche perché è stato eletto alla sede arcivescovile metropolitana di Modena-Nonantola dalla quale io provengo».

Forlì che si rallegra ma che allo stesso tempo non nasconde che per la comunità si tratta di una grave perdita: «Ci mancherà un punto di riferimento», dicono i fedeli.

A Modena campane a festa e un grande applauso in Duomo dove in tanti hanno assistito all’annuncio. Messaggi di felicitazioni sono arrivati dalle autorità cittadine e dalle associazioni cattoliche.

Morandi ha letto la lunga lettera che don Erio ha voluto dedicare alla “sua” Modena, alla quale dà già del “noi” citando San Paolo, ricordando monsignor Lanfranco e sentendosi «preoccupato per la mia inadeguatezza. Vorrei venire tra di voi per imparare, prima che insegnare, per ascoltare, prima di parlare, per prendermi a cuore le relazioni prima dell’organizzazione». Ora le messe di ringraziamento nella Diocesi in attesa di vederlo entrare in Duomo.

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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