Cpl, su Ischia indagini ormai concluse
Entro luglio le richieste di rinvio a giudizio. Casari non sarà interrogato dalla procura che indaga sulla vigilanza interna
CONCORDIA. Il primo filone di inchiesta sul “sistema-Cpl” è ormai completato e riguarda le indagini sulla metanizzazione di Ischia. Entro fine mese arriverà, da parte delle procure coinvolte, la comunicazione di fine indagini a tutti gli indagati, tra cui gli ex vertici della cooperativa, e di conseguenza la richiesta di rinvio a giudizio. Lo hanno stabilito, insieme, le procure che si stanno occupando del complesso meccanismo indagatorio sull’azienda di Concordia. Lo hanno fatto mercoledì scorso, in un vertice avvenuto a Roma e promosso dalla procura di Modena. Lucia Musti, insieme ai pubblici ministeri Mazzei e Niccolini, sono infatti scesi nella Capitale per una riunione con i Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, guidati dal colonnello Ultimo e i Noe territoriali, fin dai tempi dell’inchiesta campana incaricati come polizia giudiziaria. Insieme sono state elaborate le direttive sul futuro lavoro da fare, quadro in cui è compreso anche il sequestro di documenti avvenuto venerdì a Concordia ad operare del reparto operativo dei carabinieri di Modena con i Noe di Bologna.
Ma a Roma si è anche tenuto un summit tra i magistrati che territorialmente si stanno occupando di Cpl a cui hanno partecipato pure il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, il pm Palazzo e il pool di Napoli, guidato dall’aggiunto Alfonso D’Avino con Henry John Woodcock e Celeste Carrano. Insieme hanno deciso di coordinare al massimo le indagini, procedendo in tempi rapidissimi con la conclusione delle indagini su Ischia: Modena si occupa dei sospetti corruttori (i manager Cpl) mentre Napoli della corruzione impopria (il sindaco Ferrandino e i sottoposti).
Ma sotto la Ghirlandina si va avanti a spron battuto sui nuovi filoni di inchiesta, che si snoderanno nei prossimi mesi. Nella perquisizione di venerdì, durata cinque ore e conclusa con il sequestro di parecchio materiale, ci si è concentrati sul sistema di vigilanza interno a Cpl, acquisendo documenti che vanno dal 2001 all’oggi. «Vogliamo verificare eventuali responsabilità amministrative dell’ente», spiega il procuratore facente funzioni, Lucia Musti. In sostanza gli inquirenti vogliono capire se la vigilanza interna di Cpl abbia mai riscontrato anomalie sulle strategie operative messe in atto dai vertici per vincere appalti oppure se il sistema fosse consolidato e accettato dai vari livelli operativi. Non a caso, nell’ultima relazione, l’organo di vigilanza, di cui faceva parte anche Maurizio Rinaldi, mise in guardia il consiglio d’amministrazione sulle consulenze esterne, i rapporti con la Tunita di Francesco Simone, i rischi di commissione reati e suggerendo una revisione dei protocolli decisionali esistenti. I documenti finirono anche sul tavolo di Roberto Casari contro cui la procura non farà appello dopo i domiciliari concessi dal gip Romito, ma che non sarà neppure interrogato, almeno se non sarà l’ex presidente di Cpl a chiedere di essere ascoltato dagli inquirenti.
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