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il vandalo delle auto bloccato a scuola: blitz della polizia

 il vandalo delle auto bloccato a scuola: blitz della polizia

A Sassuolo, operazione lampo in borghese del vice-questore Morra Era nella banda già denunciata. Vendeva materiale rubato

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SASSUOLO. Caduto nella rete il principale tra i vandali, esecutore di decine e decine di danni alle auto dei sassolesi in sosta nella notte? Sembra proprio di si. Ieri mattina, D.C., uno dei 5 identificati le scorse settimane e poi lasciato a piede libero, è stato bloccato davanti all’Ipsia don Ercole Magnani. Il ragazzo è arrivato il bicicletta con l'intento di vendere alcuni degli oggetti trafugati all'interno delle ultime auto sfondate. Nei pressi dell’atrio, però, c’era anche un poliziotto in borghese, probabilmente lo stesso numero uno del commissariato, il vice questore Michele Morra. «Da qualche giorno – ha raccontato A.D., uno studente del quarto anno – mi ero accorto della presenza di poliziotti in borghese davanti alla scuola e sono certo che uno di essi fosse il vice questore. Quando l’ho visto entrare in azione per bloccare quel ragazzo ho capito che ci doveva essere qualcosa di grosso. Non ho riconosciuto la persona fermata ma credo che si dovesse trattare di uno esterno alla scuola venuto per vendere spinelli o qualcosa d’altro di poco lecito».

Altri ragazzi hanno assistito alla scena del fermo del vandalo, che se l'operazione è stata fulminea e portata a compimento in brevissimo tempo. «Sono certo che l'uomo in borghese era il capo del commissariato - ha detto un altro studente - perché è venuto diverse volte nella nostra scuola. Non ho capito bene che tipo di motivazione si fosse per quell’azione ma dalla determinazione mi è parsa una volontà precisa di agire».

L’identità del giovane diciottenne, già autoaccusatosi di non meno di 70-80 auto spaccate è diventata certa quando abbiamo incrociato un altro ragazzo della scuola. «Hanno portato via D.C. - ha detto lo studente - e posso confermarlo perché ero davanti alla volante che lo ha caricato. C’erano due uomini in abiti civili. Anzi, l’ho salutato e lui mi ha risposto “ci vediamo più tardi». A questo punto, forse, dovrà aspettare un po’ di più il ritorno del conoscente, anche se dal commissariato di polizia non ci sono state conferme su un arresto davanti alla scuola di via Nievo.

Il fenomeno dei vandalisimi e furti ai danni di auto non è nuovo nel nostro territorio. E anche in provincia si ripetono casi simili. Basti pensare a domenica scorsa, a Carpi, dove un folto gruppo di genitori di boy-scout si sono trovati con ben sette auto danneggiate: i finestrini erano stati mandati in frantumi e all’interno degli abitacoli erano stati rubati navigatori e altri oggetti di valore. Insomma non c’è pace per chi ha auto di prestigio: lasciarle in luoghi abbandonati diventa davvero sempre più rischioso.

Alfonso Scibona

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