Molinari sul caso dei marò: «Strumentalizzato, mi scuso»
MEDOLLA. Filippo Molinari non si dimetterà da sindaco, come invece ha chiesto Antonio Platis dopo un post su facebook relativo al caso marò. Il primo cittadino, che ha incassato parecchi attestati di...
MEDOLLA. Filippo Molinari non si dimetterà da sindaco, come invece ha chiesto Antonio Platis dopo un post su facebook relativo al caso marò. Il primo cittadino, che ha incassato parecchi attestati di stima, ha replicato sui social al caso sollevato dal consigliere di Forza Italia.
«Il mio post sui marò - ovvero sulla strumentalizzazione che certa politica ne fa - ha suscitato le ire del capogruppo di Forza Italia in Unione, Platis. Il quale, lungi dal leggere bene non solo il post, ma anche le repliche che esso ha provocato - arriva a dichiarare che io abbia offeso le forze armate e che questo mio intervento sia il simbolo di una sinistra che mal sopporta la bandiera e le forze armate. Ora, nel ribadire che vanno portati a casa e che certi snodi diplomatici potevano e possono essere meglio gestiti, ribadisco pure che alcuni partiti ogni giorno o quasi tirano in ballo questa vicenda per denigrare il governo del momento. In particolare il governo Renzi - ieri si sono sprecate le ironie sulla mimetica, dimenticando i soldati in Afaghanistan e il loro sacrificio. E io volevo proprio provocatoriamente significare che non si parla mai dei nostri militari nel mondo, dei loro immani sacrifici, ma solo di quando cadono in disgrazia e, nel caso dei marò, mi pare alcuni il strumentalizzino per significare altro. Questo io ho scritto e questo ribadisco. Con grande rispetto per chi compie un lavoro spesso durissimo e dato per scontato. E ribadisco pure che ridurre l’agenda politica a questo episodio mi pare strumentale e povero di idee da parte di chi lo fa. Con buona pace di Platis. Aggiungo: se la forma provocatoria del post ha offeso qualche rappresentante delle forze armate, me ne scuso, non era nei miei intenti, che erano, come spiegato, politici e rivolti alla politica».
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