Rapina e palpeggia barista: condannato
Cinque anni, 500 euro di multa e interdizione dai pubblici uffizi: è la condanna inflitta ad Ardian Avdyli, 28enne originario della Serbia, che nel 2010 rapinò una barista di Vignola. La sentenza di...
Cinque anni, 500 euro di multa e interdizione dai pubblici uffizi: è la condanna inflitta ad Ardian Avdyli, 28enne originario della Serbia, che nel 2010 rapinò una barista di Vignola. La sentenza di primo grado è arrivata ieri mattina dopo che il pm aveva chiesto sei anni e sei mesi.
Era il 3 novembre e poco dopo la mezzanotte, la donna, che lavorava saltuariamente in un bar, frequentato dal gruppo, venne aggredita dietro un cassonetto della spazzatura, nei pressi della stazione (nella foto). Il gruppo era formato da tre uomini, uno solo dei quali - il 28enne, appunto - venne riconosciuto attraverso le foto segnaletiche. Degli altri due, invece, la vittima non fu in grado di fornire particolari descrizioni, almeno fino all’udienza quando, di fronte al giudice, e visionando una serie di fotografie, ha indicato gli altri due aggressori. Una visione contraddittoria, che il difensore del serbo, l’avvocato Jacopo Decaroli, ha più volte rimarcato nel corso del dibattimento, chiedendo l’assoluzione del proprio assistito. Di fronte alla condanna Decaroli ha già annunciato l’intenzione di fare appello. La barista, intenzionato a dimenticare per sempre la faccenda, non si è neppure costituita parte civile.
Alla fine in aula è stato accertata una verità processuale. La donna venne affrontata dai tre balordi, intenzionati a derubarla. Uno di loro, Ardian Avdyli, la prese alle spalle, bloccandola mentre gli altri due agivano. Fu sempre lui ad impossessarsi del portafogli - ecco perché l’accusa di rapina - e a dileguarsi. Ma in quei drammatici frangenti la vittima venne anche palpeggiata a più riprese - il capo d’imputazione era violenza sessuale di gruppo - nelle parti intime, aspetto che ha poi evidenziato nel corso della denuncia presentata alle forze dell’ordine subito dopo l’aggressione subita.
Sugli altri due rapinatori, invece, riconosciuti solo in fase dibattimentale, spetterà alla procura decidere come agire: se procedere con l’azione penale, basandosi sulla deposizione in aula, oppure scegliere un’altra strada e chiudere così una drammatica vicenda. (f.d.)
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