Buoni segnali di ripresa, ma non per tutti
Tanti dati positivi, ma in alcuni settori forte calo del fatturato e della produzione. Male la maglieria e l’abbigliamento
Non sono solo i risultati di TrendER, l'osservatorio regionale realizzato da Cna Emilia Romagna e dalla Federazione delle Banche di credito cooperativo, che analizza le imprese in regione con meno di 20 dipendenti, a segnalare Modena al primo posto in regione per ripresa economica.
Anche l'analisi congiunturale relativa alle imprese modenesi del settore manifatturiero sino a 50 dipendenti, elaborata dall'Ufficio Studi di Cna Modena, in collaborazione con la Camera di Commercio, conferma i dati positivi che stanno maturando da più parti, Istat in primis.
Sia la produzione che il fatturato delle Pmi di casa nostra, infatti, nei primi tre mesi dell'anno sono aumentati del 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A trascinare la ripresa che, come da copione, è l'export, che vale il 22,6% del fatturato totale. Un ammontare importante, ma minore di qualche mese fa, quando in assenza della domanda interna la tenuta del sistema manifatturiero si affidava quasi esclusivamente alle esportazioni. Rimane stabile l'occupazione.
“Si tratta di una crescita importante - spiega la Cna - malgrado si sia solo a inizio anno, che conferma un percorso di crescita lento, ma sempre più stabile, che contribuisce ad allontanare il livello dell'economia modenese dal minimo raggiunto nel 2009 e sfiorato quattro anni più tardi”.
In un panorama complessivamente favorevole, le uniche note stonate arrivano dalla ceramica e, soprattutto, dal comparto della moda (in particolare dalla maglieria). Vola invece la meccanica, ben supportata dall'automotive.
Nel settore Alimentare prosegue il buon momento, risultato che acquisisce un'importanza particolare nell'anno dell'Expo. Cresce la componente interna della domanda, visto che l'export si ferma al 7,6%. “Gli ordini esteri però, forse proprio grazie all'Esposizione Universale, sono previste in crescita di oltre 36 punti percentuali”. Male la maglieria e l’abbigliamento, mentre nella ceramica il calo della produzione è compensato dalla tenuta del fatturato.
Marcia a tutta forza il comparto principe del manifatturiero geminiano, la meccanica, che accelera ancora dopo la già buonissima performance di fine 2014. “Si tratta di un'indicazione importantissima per la manifattura modenese, visto che questo comparto rappresenta la cerniera dei vari distretti della nostra economia. La quota del fatturato estero si attesta sopra il 36% e anche le attese per gli ordinativi sono più che favorevoli. In questo contesto non poteva che crescere anche l'occupazione, aumentata dell'1,3%”.
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