Consorzio Mercato, Sirri resta presidente
L’assemblea che doveva tagliarlo fuori si conclude con la riconferma e promessa di garanzie sui conti
Guido Sirri resta a capo del Consorzio Il Mercato. Così hanno stabilito i soci in un’assemblea straordinaria, in cui almeno sei su dieci hanno confermato la fiducia al Consiglio.
«Ringrazio chi ha votato sì - ha spiegato il presidente - e anche chi ha votato no. Dà fastidio il fango». Sirri era stato sfiduciato dopo un esposto in cui si prefigurerebbero varie ipotesi di reato, tra cui appropriazione indebita. Elementi su cui indagherà la Procura.
«È stata fatta una sanatoria dal 2007 al 2015 - ha attaccato Alberto Crepaldi, responsabile cittadino di Confcommercio, citando una delibera - qualcosa di mai visto. I compensi vanno deliberati di anno in anno e quelli dati non possono essere sanati».
Crepaldi aveva chiesto di ascoltare l’audio dell’ultima assemblea. Un file in cui, questa è l’accusa, ci sarebbe un passaggio non presente nel verbale e relativo all’ordine del giorno di ieri. Sirri lo ha zittito, ammonendo che «ci troveremo davanti a un giudice con chi detto tante cose non vere» e criticando registrazioni non autorizzate via telefono.
Tante le minacce di agire per vie legali in una riunione in cui s’è molto parlato di compensi dei vertici. «Gli amministratori hanno diritto a un’indennità di presenza determinata dall’assemblea - ha detto Valentina Vignudini, consulente Cna che dal 7 aprile esamina i conti, citando l’articolo 23 dello statuto del Consorzio - oltre al rimborso delle spese».
La consulente ha rimarcato che «Sirri sta effettuando un ravvedimento operoso», specificando come il presidente abbia percepito «36mila euro in tre anni».
«Dal 2007 ha percepito 420 euro netti al mese - ha ripreso Vittorio Ferri del mercato Albinelli - per 20 ore settimanali di lavoro. Sono 80.758,64 euro in otto anni al netto della ritenuta d’acconto». «Il presidente Sirri fino a metà 2012 ha percepito le certificazioni uniche - ha replicato Isa Tosi, rappresentante di Confesercenti - poi le fatture con una partita Iva cessata. Il totale, compresa l’ultima fattura di gennaio, è di 119.270 euro. Nel 2014 sono stati 22.692». Difformità di vedute sul saldo del Consorzio.
«Non ci sono debiti al mille per mille - ha annunciato Sirri - Dobbiamo ridare qualcosa a Confesercenti dopo un controllo. Ci sono 45mila euro in banca; da Carpi aspettiamo circa 4mila euro, agiremo tramite legale».
«Non è vero che i debiti siano finiti - ha attaccato Tosi - al 31 dicembre del 2014 ce n’erano per 138mila dal bilancio economico». Dal Comune una «richiesta strutturale» per un revisore dei conti. «L’ho chiesto - ha ripreso Sirri - e mi è stato bocciato». Prima del voto è stato garantito un impegno da parte del Cda. «Non giudichiamo l’operato di Sirri per il Consorzio - ha detto Fulgenzio Brevini, coordinatore sindacale di Confesercenti - ma per quelle che riteniamo essere gravi irregolarità. Avrei gradito che il Cda si fosse autosospeso, il Comune poteva fare qualcosa in più». I voti (per appello nominale) hanno visto 156 favorevoli alla riconferma e 103 contrari. Le prime cifre indicavano 198 sì e 120 no. Colpa sembra delle deleghe multiple, che hanno portato un notevole ritardo e anche qualche imbarazzo. Un associato ha ammesso di non avere ricevuto alcuna delega, mentre gliene sarebbero state conteggiate tre.
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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