«Guadagnate un uomo davvero straordinario»
Il modenese è a capo della diocesi di Forlì e aveva in don Erio un riferimento: «Chiedo ai modenesi di aiutarlo. Quando avevamo un problema lui lo risolveva»
È stata una giornata vissuta con la consueta modestia. Il giorno dopo la nomina a vescovo di Modena, don Erio Castellucci ha continuato a rispondere ai tanti messaggi e alle tante telefonate di congratulazioni che lo hanno “bersagliato”.
Che il popolare sacerdote, dal 2009 parroco di San Giovanni Evangelista a Forlì, potesse divenire vescovo, era nell’aria, ma per Modena è stata un’autentica sorpresa che sta vivendo con grande interesse. Lo stesso che i forlivesi stanno manifestando per l’allontanamento di un punto di riferimento per tutta la comunità.
Un sentimento che nemmeno monsignor Lino Pizzi, il vescovo modenese che guida la Diocesi di Forlì, nasconde: «Forlì perde la sapienza di un grande sacerdote, don Erio è un uomo davvero straordinario e non posso che essere felice per questo suo nuovo incarico».
Come ha vissuto la nomina?
«Don Erio mi ha chiesto “posso rifiutare”? Gli ho risposto di accettare perché gli si stava chiedendo di continuare la sua missione».
Fino ad oggi è stata una missione tra la gente.
«È così che ha inteso il suo sacerdozio e io sono molto d’accordo con lui. Non che voglia togliere importanza agli studi e alla cultura, ci mancherebbe, ma è giusto che un sacerdote viva tra la gente. E don Erio, quando ancora era preside della facoltà teologica di Bologna, me lo aveva chiesto: “vorrei tornare parroco”. E insieme abbiamo trovato la soluzione nella parrocchia di San Giovanni Evangelista».
Che vescovo sarà?
«Lui crede molto nella pastorale e allo stesso tempo è un teologo molto stimato e competente. È un grande comunicatore ed è soprattutto una persona che non fa mai pesare ciò che fa. È genuino, e questo la gente lo ha capito subito, tanto che per lui il proverbio “nessuno è profeta in patria” non vale».
A Forlì tutti si dicono anche preoccupati per la partenza di don Castellucci.
«È un punto di riferimento per tutti, lo è anche per me. Quando c’è un problema da risolvere la risposta spesso è questa: “sentiamo don Erio”. E lui risolveva il problema, egregiamente, con una rara capacità di sintesi».
È una dote che serve anche per essere un buon vescovo?
«Certo, e don Erio in questo parte avvantaggiato. Chiedo ai modenesi di aiutarlo in questo nuovo incarico, sono certo che lo faranno. Molti lo conoscono già per le sue doti di teologo che con grande profondità trasmette la sua fede, sono certo che avrà un impatto ottimo e che la comunità modenese non potrà che guadagnarci».
Per l’ordinazione servirà ancora qualche settimana e si fa sempre più strada la certezza che l’ingresso in città avverrà a settembre.
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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