Ischiagas e malavita, rapporti a rischio
Con 11 motivazioni il prefetto ha escluso la controllata di Cpl dalla white list. Oggi Verrini interrogato
Undici motivi per escludere Ischiagas srl dalla white list; un provvedimento di 25 pagine; soci di peso nella società che ne detiene il capitale, ma non solo; i contatti con il mondo della criminalità organizzata campana. Un provvedimento pesante, scontato dopo l’esclusione della casa madre e la bufera giudiziaria relativa alla metanizzazione di Ischia, a cui hanno fatto seguito anche le polemiche sugli aiuti garantiti alle aziende con sede nel cratere del terremoto, ma che va oltre l’ordinanza firmata dal gip Amalia Primavera.
Ischiagas, la cui guida è ora stata affidata dal prefetto ai due commissari Giovanni Sebastiano Barozzi e Andrea Ferrari, ha infatti una storia tutta sua. Costituita il 1 aprile 2005 a Milano, con amministratore unico e legale rappresentante quel Giuseppe Cinquanta, ex consigliere delegato di Cpl e raggiunto da un avviso di garanzia sull’inchiesta della Direzione Antimafia, è stata poi trasferita a Concordia mentre il suo capitale sociale è stato conferito nella società “European Gas Network srl”, di cui sono soci al 51% Cpl e complessivamente al 49% Fondarco Sgr, che gestisce il fondo PPP e Orizzonte Sgr, che gestisce il fondo Fsi. Tra i soci di Fondarco ci sono le Fondazione Compagnia di San Paolo, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Cassa di Risparmio di Bologna, a cui si sono aggiunti le Fondazioni Cassa di Risparmio di Cuneo e Roma; Orizzonte è invece controllata dalle una holding finanziaria i cui principali azionisti sono le Camere di Commercio Italiane.
Ischiagas è stata a lungo amministrata da Maurizio Rinaldi, sostituito dopo l’inchiesta di Napoli dal 48ennr Simone Nicolini in qualità di amministratore unico.
European Gas Network, invece, ha cinque amministratori, con un 54enne di San Possidonio nominato presidente, ma dimissionario il 28 aprile. È stato lui ad aver sottoscritto, il 9 gennaio 2010, in qualità di rappresentante di Cpl, un contratto di proroga dell’affitto di un unità locale a San Cipriano d’Aversa (Caserta), di proprietà di Francesco Pagano, più volte notato con Antonio Cerullo, su cui gravano precedenti di polizia per reati in ambito mafioso. Il cognato di Pagano è stato in carcere per estorsione, oltre ad essere sposato con la sorella di Antonio Iovine, boss dei Casalesi, mentre un’altra sorella ha avuto un sequestro di beni ed è coniugata con un imprenditore in odore di malavita.
«Gli elementi descritti, complessivamente considerati, denotano criticità tali in materia di cautele antimafia in relazione al pericolo della ingerenza della criminalità organizzata casertana da risultare assolutamente sintomatici della possibilità del tentativo di infiltrazione mafiosa nell’impresa», conclude la prefettura.
Ma Ischiagas, con i due neo commissari, ha iniziato mercoledì un nuovo corso con la prima riunione a cui ha partecipato anche il cda di Cpl, rappresentato dal vice-presidente Barbieri e dal consigliere delegato Cirelli.
«L’incontro - ha detto Barbieri - si è svolto in un clima di cordiale e fattiva collaborazione: i nuovi commissari sono entrati subito nel merito delle questioni, ed hanno approfondito con richieste e considerazioni la situazione di Ischiagas, nell’ottica di operare già dalla prossima settimana secondo i compiti previsti dal provvedimento prefettizio».
Oggi, intanto, il gip Romito interrogherà per la seconda volta Nicola Verrini, che ha chiesto di essere ascoltato mentre i suoi legali, Massimo e Michele Jasonni hanno presentato un’istanza al giudice per domandare un alleggerimento della misura cautelare, passando di fatto dai domiciliari all’obbligo di dimora.
Francesco Dondi
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