Casa Serena, la gestione resta ancora “sub iudice”
Attesa per la pronuncia del Consiglio di Stato dopo il ricorso della coop esclusa E c’è chi teme per la qualità del servizio agli anziani ospiti della struttura
Niente firma sul nuovo contratto di gestione di Casa Serena. Tutto rinviato di un mese o forse più, con esercizio provvisorio rinnovato alla gestione attuale (coop Gulliver, Domus assistenza e un pool di altre aziende) e situazione di stallo, dopo un mese almeno di polemiche.
Succede alla casa protetta per anziani in zona Salvarola. Ai primi di giugno, dopo che l'Unione dei Comuni aveva indetto e assegnato il bando, ci sarebbe dovuta essere la firma della nuova convenzione, con l'esternalizzazione di molti servizi che, pur criticata, si è resa necessaria per le novità di legge che riguardano l'accreditamento delle strutture sanitarie. È successo però che il secondo classificato ha fatto ricorso al Tar, chiedendo la sospensiva dell'assegnazione (andata agli stessi gestori attuali) e in definitiva l'annullamento della gara.
Il Tar ha respinto la richiesta, ma la ricorrente (Coop Elleuno) ha fatto appello al Consiglio di Stato, che non si è ancora pronunciato. Il dilemma dell'amministrazione era se firmare il nuovo contratto e in caso di sconfitta al Consiglio di Stato, tornare sui propri passi e rivedere l'intera pratica, oppure rinviare la firma approfittando della possibilità di richiedere la “protrazione degli obblighi contrattuali”, visto anche il tipo di servizio irrinunciabile che viene svolto a Casa Serena.
Nei primi giorni di dibattito, specie nella Commissione servizi alla persona, l'orientamento sembrava quello della firma, ma poi ha prevalso la prudenza e proprio pochi giorni fa la giunta ha deliberato di protrarre l'incarico al pool di aziende già incaricato, ancora per il mese di giugno. Si ritiene infatti che entro questo termine possa arrivare il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Il Comune sta cercando di evitare il problema già avuto qualche anno fa con il Centro pasti, assegnato a un'azienda trentina con un bando annullato poi dal Consiglio di Stato, con la necessità di bloccare tutto, rivedere l'assegnazione e accordarsi col secondo classificato, ricorrente e vittorioso.
Nel caso della residenza per anziani uno stop del genere sarebbe anche più grave e rischierebbe di andare a nuocere alla qualità del servizio.
Casa Serena registra intanto le lamentele dei parenti di diversi ospiti: «È come se la provvisorietà stesse facendo male alla qualità della struttura e inoltre le regole contrattuali, anche se fossero imposte dai nuovi accreditamenti, puntano troppo sui numeri, sul monte ore, sull'esatto calcolo dei servizi da svolgere. In strutture come questa c'è bisogno di qualche numero in meno e un po' di umanità in più», dice il parente di un'utente.
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