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«Referendum sull’ospedale? Una truffa»

«Referendum sull’ospedale? Una truffa»

Mirandola. Sindaco e maggioranza: «Solo consultivo e ci costa 60mila euro. Facciamo subito il percorso partecipato»

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MIRANDOLA. «Stanno truffando i mirandolesi con un quesito referendario inutile e populistico che farà solo spendere soldi alla comunità». Con affermazioni di questo tenore, giunta comunale e maggioranza reagiscono alla rapidità con la quale i mirandolesi stanno mettendo le loro firme sul quesito proposto dalle minoranze sul tema ospedale. Superate le 910 firme, la macchina elettorale si metterà in moto, e tra ottobre e dicembre, con tutto quello che comporta sul piano organizzativo, i cittadini andranno alle urne.Così, più il referendum si materializza, più il clima politico si accende. Una vicenda che, comunque vada a finire, lascerà inermi sul terreno di battaglia molte credibilità, di qua o di là. Ieri il sindaco Maino Benatti e i capigruppo del Pd Enrico Dotti e de I Mirandolesi Rocco Prestia, affiancati dal segretario del Pd Andrea Gozzi hanno alzato le loro barricate, chiedendo di evitare il referendum, e di passare subito alla sostanza formale che il referendum richiede, ovvero ad un confronto condiviso con la cittadinanza. Ma con due “distinguo”: il primo è che bisogna guardare ad un ospedale del futuro, non ad un ospedale da vecchi baroni e primari. Il secondo: che in sanità il vero potere di decidere non ce l’hanno i sindaci, e che se si vuole una sanità affidata ai tecnici, come il nuovo dg Annichiarico, «allora anche il capogruppo di Forza Italia Platis - ha detto Benatti, ricordando di avere il mandato del 65% dei mirandolesi anche su questi temi - dovrà togliersi il camice».

«Siamo qui - ha detto Benatti - per smascherare una truffa orchestrata da Forza Italia, Lega e M5S. Raccontano che in questo modo si decide la salvezza dell'ospedale, ma il referendum per cui raccolgono le firme è solo consultivo, ovvero non decide nulla, non comporta alcun tipo di vincolo per nessuno, ma serve solo a sondare il parere dei mirandolesi, con un costo superiore ai 60 mila euro per le casse comunali. Dicono inoltre che il sindaco vuole chiudere l'ospedale. Mentono sapendo di mentire. E di questo passo sarò costretto alle querele. Io ho sempre lavorato per salvaguardare, modernizzare e qualificare l'ospedale. Il quesito chiede un percorso partecipato, richiesta che ci trova d'accordo, senza bisogno di costosi referendum».

Il sindaco e la maggioranza anzi passano al contrattacco, con un ordine del giorno in consiglio comunale nel quale condividere una serie di confronti con istituzioni e cittadini della Bassa per il percorso partecipato. «Il percorso partecipato si farà in queste settimane - spiega Benatti, rimandando a data da destinarsi la questione dell’ospedale unico con Carpi - Lo faremo comunque. Sono 30 anni che raccontando il falso anche alcuni ex primari dicono che l’ospedale chiuderà. La verità è che dopo il terremoto la struttura si sta via via riprendendo e guarda ad un futuro riorganizzato dove tra l’altro sono i medici a girare e non i pazienti a peregrinare». (ase)

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