Gazzetta di Modena

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Run 5.30, all’alba oltre seimila persone per dire «Io c’ero»

di Filippo Franchini
Run 5.30, all’alba oltre seimila persone per dire «Io c’ero»

Modena è stata solo la prima di 14 tappe di un tour nato in città nel 2009 che ora ha contagiato tutta Italia

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La sveglia è suonata prima del solito, ieri mattina, per oltre seimila modenesi. Presto, prestissimo, prima dell’alba. Perché alle 5,30, al sorgere del sole, l’appuntamento imperdibile era, per tutti, nell’anello del Novi Sad. La divisa d’ordinanza, una t-shirt color magenta, con le cifre dell’orario di ritrovo impresse a caratteri cubitali. L’obiettivo? Esserci, al di sopra di tutto. Con il sorriso rilassato e divertito di chi si sente parte di un movimento che è ormai tendenza. Emozionarsi, in tanti lo hanno ripetuto ieri. Chi per la bandiera a scacchi, chi perché era la prima volta, chi perché è stato testimone dell’ascesa di un fenomeno che pare inarginabile. Ognuno ieri mattina ha avuto il suo motivo per solcare all’alba le strade di Modena, tanto che quel “Run” che anticipa il “5.30” si fa ogni anno sempre più piccolo. Correre non è che una possibilità, solo una delle tante per interpretare la kermesse. Non è il fine dell’iniziativa. Non lo è, dichiaratamente, nemmeno per Sergio Bezzanti e Sabrina Severi stessi, gli ideatori ed organizzatori del Progetto 5.30. Che nasce come corsa, proprio qui a Modena nel 2009, sette anni fa e che nel tempo è diventato ora progetto a tutto tondo, impresa ed aggregazione. Status. Modena che è diventata solo una, la quinta, delle 14 tappe di un tour che ha svegliato e continuerà a svegliare all’alba lo stivale (e non solo) per tutta l’estate. Coinvolgendo più chi corre solo raramente che chi corre sempre. Vivendo dell’energia e dell’entusiasmo dei ragazzi delle scuole superiori, per i quali la 5.30 ha assunto ormai le tinte inebrianti di una ufficiosa, grande festa di fine anno scolastico. Loro, che dei 5 euro di partecipazione se ne vedranno restituire 2, che la scuola utilizzerà per l’acquisto di attrezzature sportive. Loro, fra cui hanno brillato le venti ragazze del Cattaneo-Deledda, protagoniste di quel Progetto Scuola che le ha portate dalla sedentarietà al traguardo in tre mesi di allenamento. Loro, fra cui ha corso quest’anno anche l’assessore comunale allo sport Giulio Guerzoni. Giovani, giovanissimi e meno giovani, in una democrazia di scelta che non esclude nessuno. Perché il cronometro, alle 5.30, lo si deve lasciare a casa. Non è il suo habitat. O lo si accetta o si resta a letto. Oltre seimila, ieri, hanno optato per la sveglia. Quasi tremilla i ragazzi delle scuole, con una percentuale di adesione in perfetto equilibrio fra i due sessi. 1.500 chili di ciliegie di Vignola ed una montagna di merendine Kinder, quest’anno main sponsor, non senza controversie, del progetto 5.30. Anche sul ristoro, libertà di scelta su cosa convergere a fine corsa. Il circo color magenta, dopo l’exploit modenese e quota 5.000 da poco abbattuta a Torino, si prepara ora per le prossime tappe, già sold out, di Bologna e Ferrara, dopodiché proseguirà in giro per tutta Italia, regalandosi anche l’esordio fuori confine, il 3 luglio a Nottingham. Che si corra o si cammini, riempire con entusiasmo le città all’alba, pronti a muoversi, è comunque sempre un bel vedere.

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