Tifosi modenesi da Modena a Berlino per assistere alla finale di Champions
Un ventina di tifosi della Juventus sono partiti da Modena alla volta di Berlino per assistere alla finale di Champions League che vede opposti (alle 20.45 del 6 giugno) i bianconeri e Barcellona. Commenti, entusiasmo e speranze a poche ore dalla partita
MODENA. Messi? «No, meglio Tevez». Il Modena? «Niente calcio minore, c'è solo la Juve». Stasera, all’Olympiastadion di Berlino, ci saranno anche loro. Sono circa una ventina, partiti da Modena Nord, pronti ad affrontare quindici ore in pullman all’andata pur di vedere i loro beniamini scendere in campo per la partita più importante del palcoscenico europeo.
Una finale inedita, quella tra Juventus e Barcellona, come per loro sarà la prima volta che vedranno i bianconeri a caccia della “Coppa dalle grandi orecchie”. «Non c’è un motivo per tifare la Juve - ha raccontato Alessandra Balestrazzi, presidente dello Juventus Club Emilia Bianconera - c’è il motivo. Sono entrata per la prima volta allo stadio a sei anni. Ho seguito le partite all’Olimpico e al Delle Alpi, ora le seguo allo Juventus Stadium». «Siamo abbonati da dodici anni - ha ripreso Giovanni “Gordon” Garutti - ci spostiamo da Finale. Tre anni fa dovevamo andare a Roma (Juve-Napoli 0-2 in Coppa Italia), poi c’è stato il terremoto. Quest’anno andiamo a Berlino, speriamo che sia un buon augurio».
Nessun festeggiamento in caso di un risultato che quasi nessuno intende pronunciare. «Mi sono giocato la vittoria della Juve - ha azzardato Davide Cerone - serve entusiasmo». Una qualità che a loro non manca. Quattrocentoventi euro di biglietto a persona, tra trasferta e ingresso allo stadio, trenta ore di viaggio e voglia di festeggiare comunque. L’assenza annunciata di Chiellini non provoca dubbi. «C’è Barzagli - ha assicurato Luca “Molo” Molinari - che a Berlino si è già preso qualche soddisfazione».
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L’ostacolo più grande appare il dieci blaugrana, Leo Messi. Una stella che, con Neymar e Suarez, ha segnato centoventi reti in stagione. «Dobbiamo giocare a viso aperto - ha ripreso Davide - come fatto a Madrid (in semifinale) altrimenti c’è il rischio di farci schiacciare. Messi non si ferma, però preferisco Tevez, anche per la maglia che indossa». Niente Davide contro Golia, insomma, ricordando che non sempre i “giganti” vincono. La loro passione si nota dalla prima persona plurale, ma anche dalla scaramanzia. «Ho portato due colombe pasquali - ha ripreso Alessandra - ormai saranno andate a male, ma finora hanno portato bene».
«O la Juve o il Barcellona farà il “triplete” - ha ricordato Enrico Marchi - è un’occasione storica». «Siamo stati in B - ha ripreso Luca - c’eravamo nei momenti difficili, ora sogniamo. Finale è da sempre bianconera». «Si dice del calcio violento - ha concluso Davide - eppure da noi non è così. Sono di Sassuolo e sono nate splendide amicizie con i ragazzi di Finale. Fino alla fine forza Juve».
Gabriele Farina
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